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giovedì 7 maggio 2015

I sussurratori

Sinossi

Diversi gradi di tragedia umana.
Racconti di atrocità, follia, degradazione, disumanità.
Storie di ordinaria e quotidiana corruzione.
E un finale che risulterà indigesto a molti.
(Quest'edizione presenta dei tagli e delle modifiche rispetto alla prima, in quanto non mi è stato dato il consenso di divulgare alcuni dettagli riguardanti la storia vera contenuta all'interno. Mi scuso per il disagio con coloro che hanno acquistato la prima versione, vi prego di aggiornare il file. Grazie)

Dettagli:

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 154 KB
  • Lunghezza stampa: 70
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano

 

Commento:


 Non credo che questo libro sia adatto a tutti: molte scene, nel loro realismo, risultano pesanti, difficili da digerire. Questo però, per quello che è il mio gusto personale, è un pregio.
Leggevo, e mi sembrava di udire il grido d'aiuto dei protagonisti.
Un grido in sordina, sommerso tra le altre grida, censurato da un mondo che ci vuole anestetizzati al male.
Ma non avrei dato un voto a cinque stelle se si trattasse solo di una rappresentazione nuda e cruda della realtà, che certo, non è cosa facile, ma nemmeno sarebbe stata cosa nuova. La novità, in questo libro, consiste nella cornice in cui l'autrice ha voluto racchiudere il tutto.
Una cornice speciale e coraggiosa, nuova e antica al tempo stesso... sulla quale non voglio svelare nulla, perché è bello arrivare al finale stravolti e poi capire che c'è un perché, c'è un motivo, se ci è stato mostrato tanto orrore.
Per concludere, consiglio questa lettura per riflettere, e consiglio di affrontarla preparati ad accogliere un punto di vista che può risultare inaspettato.

martedì 20 gennaio 2015

Il suono sacro di Arjiam - parte prima





"È al cammino che hai davanti che devi guardare, non a quello che hai già compiuto. Il Suono Sacro è la Conoscenza. In esso troverai la via per sollevare il velo che nasconde la verità immutabile."Per il regno di Arjiam si profila una terribile minaccia: il nobile Mazdraan, Primo Cavaliere del Re, ha scoperto che, impadronendosi del Cristallo del Tempo, potrà controllare le vibrazioni del Suono Sacro, il principio creatore dell'universo, e mutare a suo piacimento la Legge che regola il ciclo della vita. Il cammino di Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, sembra incrociarsi per caso con quello di Mazdraan, dell'anziano saggio Tyrnahan e di Uszrany, Cavaliere dell'Ordine militare del Grifo. Durante la sua iniziazione ai misteri del Suono Sacro però, Fahryon comprenderà il suo ruolo nella vicenda in cui si è trovata coinvolta e, dopo averlo coscientemente scelto, riuscirà a trasformare le sue apparenti debolezze nell'arma vincente per impedire che il Mondo precipiti nel caos.

Questo è un fantasy di stampo classico, con tutti gli elementi che non possono mancare in questo genere: ambientazione "medievaleggiante", mondo di fantasia completamente caratterizzato dall'autrice, eroi, e lotta tra bene e male.
Sono stata conquistata soprattutto dal modo in cui è scritto: fluido, parla fin da subito di musica e sembra fartela sentire, variando nel ritmo e nei toni come ad accompagnare un'ipotetica colonna sonora. 
I protagonisti sono ben caratterizzati, sono curiosa di scoprire come si evolveranno le loro vicende.
Consigliato :)

martedì 14 ottobre 2014

Blog Tour Black Rose Saga - quinta tappa


2 ottobre - Le Passioni Di Brully - Citazioni + Playlist
6 ottobre - Il Rumore Dei Libri - Intervista doppia ai personaggi
8 ottobre - Atelier Di Una Lettrice Compulsiva - Intervista all'autrice (tappa saltata per motivi tecnici)
10 ottobre - Terre di Arret - Schede personaggi
14 ottobre - Blog In Tour - Recensione Conflicts
- Spunta la partecipazione all’evento
- Iscriviti al gruppo FB:
https://www.facebook.com/groups/371818556237840/- Partecipa a ogni data del blog-tour, possibilmente commentando gli interventi sui vari blog
- Tra il 15 e 16 ottobre, sul Gruppo al quale vi sarete iscritti verranno segnalate le modalità per ritirare il regalo che ho deciso di farvi, cioè una copia ebook del primo volume della saga.



Tutto ebbe inizio con un libro che sembrava un manga.
Personaggi dai capelli strani, dunque, ambientazione nipponica, ovviamente. Ma se all'inizio tutto si risolveva con scene simili a fumetti che mi si disegnavano in mente durante la lettura, inoltrandosi in “black rose saga”, ho intuito poco alla volta una trama ben più complessa.

Gli scenari variano scorrendo le pagine, le atmosfere passano da quelle rassicuranti della casa e della scuola di Sue a quelle più cupe di Ghost City, raggiungendo il culmine nel nuovo libro, Conflicts, dove finalmente si respira tutto il potenziale fantasy di questa saga.

Chi sta dietro alle ambigue spedizioni punitive della vampira dai capelli corvini?
Perché Sue ha ancora dei segreti con le altre rose?
Come mai, l'atmosfera attorno a Moira si fa sempre più pesante?


Queste ed altre domande, instillate nella mente del lettore fin dal primo volume, avranno finalmente una degna risposta.

La lettura di “Conflicts” è stata per me ancora più piacevole, rispetto ai due volumi che lo hanno preceduto. Forse dipende proprio dal fatto che l'autrice ha saputo creare il giusto terreno su cui costruire le sue complesse vicende.

Ho notato anche un miglioramento nello stile, già buono nei primi due volumi, ma qui più accurato.

Ed è stato bello approfondire il passato delle compagne di Sue, che in questo libro si fanno più presenti.


Sono davvero felice di aver avuto l'occasione di scrivere questa recensione in anteprima, e spero di aver concluso degnamente il blog tour di Susan Mikhaiel.
Consiglio a tutti gli amanti del fantasy questo libro, che finalmente è disponibile in versione ebook sui migliori store.




martedì 22 aprile 2014

Bianco e Nero

Sinossi:

GENERE: Epic Romance, Sword & Sorcery 

Arret è una terra dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, tranne poche persone particolarmente dotate che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.
La Principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert, il Principe Nero, definito il cattivo per antonomasia, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi.
Ma la loro unione non sarà certo di miele. È chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto, ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.
Fin quando, a un certo punto, si libereranno i poteri dei draghi rimasti assopiti…
Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a vagare per le Terre di Arret per trovare la sua vera essenza magica.
La magia s’insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.
Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate, creature fantastiche e anche un pizzico di ironia.
Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative.
Un romanzo ambientato in un mondo di fantasia, ma dove sono presenti elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri. Qual è il segreto delle Terre di Arret?

Arret: la magia come non l'avete mai vista!


QUARTA DI COPERTINA

Al mondo non esisteva niente di così maestoso e possente.
Regale come una tigre, elegante come un cervo. La pelle di puro rubino. I suoi passi pesanti facevano tremare la terra. Avanzò, fino a fermarsi davanti a Serenia. Gli occhi erano oro liquido. Le froge del naso si dilatavano a ogni respiro, danzando con il petto. La coda avvolta in spire si dispose a terra, in attesa.
“Onus ari Tereni dracoi”.
– Onore a te Principessa dei Draghi! –

Della stessa Saga:

Gilbert (spin off)

Bianco e Nero è disponibile anche in due parti:

Bianco e Nero Parte I - Il potere dei draghi
Bianco e Nero Parte II - I draghi del potere

La mia recensione:

Se al primo volume di "Bianco e Nero" avevo dato solo quattro stelle, ora mi accorgo che l'unica pecca di quel libro consisteva nel fatto che non era, in realtà, il primo volume di una duologia, ma la prima parte di un romanzo! Se nel primo volume restavano irrisolte un po' di questioni, leggendo invece la versione integrale, si riesce a capire che ogni piccolo dettaglio ha un suo perché.
Nel complesso, ora posso dire di aver apprezzato tantissimo l'idea che sta alla base del romanzo, il mondo "ucronico" in cui è ambientato, e anche i personaggi, non sono mai scontati.
E' sempre un po' difficile spiegare perché qualcosa ci abbia conquistato senza entrare nei dettagli ( e quindi senza fare spoiler), ma ci tengo a dire che alcuni eventi dell'arco narrativo finale mi hanno lasciata con il fiato sospeso.
Ho adorato i draghi, ma anche in questo caso, preferisco non dire di più :)
Nel complesso, ci tengo a consigliare a tutti di leggere la versione integrale di "Bianco e Nero", o comunque di prendere anche il secondo libro... Se avete letto solo il primo, il meglio deve ancora venire!!

La mia recensione alla parte 1 (QUI)

La tappa di blog tour su questo blog (QUI)


lunedì 3 febbraio 2014

Racconti delle Lande Percorse

Dopo il successo ottenuto dalla prima edizione del romanzo "Racconti delle Lande Percorse Vol.1 - Come nasce un cavaliere", ecco finalmente su Amazon, al fantastico prezzo lancio di € 0,99, la seconda edizione in formato E-Book integralmente revisionata e con una nuovissima veste grafica ad opera dell'illustratrice Florinda Zanetti! Buona lettura e a presto!






Nella Biblioteca di Palazzo, cuore della Capitale dell’Impero del Sommo Drago, molti codici antichi conservano gesta gloriose che hanno portato al massimo splendore la civiltà imperiale. Un’ombra oscura grava però sul presente: il gemello e rivale Impero del Drago del Profondo incombe per una resa dei conti. I due sistemi, dopo secoli di equilibrio, si affrontano con tutte le forze disponibili: solo il vincitore potrà sopravvivere dalla totale distruzione. In uno scenario, a tratti steampunk, denso di presagi si intrecciano fili narrativi con vari personaggi, semplici o eroici, dediti al servizio del grande ideale. Generali, Draghi, anonimi servitori, consigli di guerra e piani segreti, in un mondo dall'etica incrollabile ma dominato da pulsioni irrefrenabili portano il protagonista, il Cavaliere del Drago d’Oro Hurik Van Gotten a capire come affrontare il massimo appuntamento della sua vita, segnata da una formazione ricca di incontri insoliti e decisivi. Su di lui veglia il Maestro, Lord Karl von Eira, il Paladino della fede, l’unico di cui l’Augusto Sovrano possa davvero fidarsi. Il campo di battaglia è pronto, gli eserciti schierati, ma l’esito rimane incerto. L’inizio avvincente di una trilogia tra onore cavalleresco e rivisitazione della storia. Con un epilogo sorprendente.

giovedì 16 gennaio 2014

Le parole confondono


Abbiamo conosciuto Giovanni Venturi l'anno scorso, quando è venuto a presentarci il suo primo ebook auto pubblicato. Si trattava della raccolta di racconti "Deve accadere", per chi se lo fosse perso, trovate il post QUI

Questa volta, parliamo invece del romanzo "Le parole confondono":



"È una mattina come tante a Milano, tranne che per Andrea, fermo sulle terrazze del Duomo, deciso a lanciarsi nel vuoto. La sua vita è arrivata a un punto di rottura.

Scavando nel suo passato, scopriamo la sua storia: quella da adolescente all’ultimo anno delle superiori, in una Napoli che gli si incolla addosso con un evento traumatico, e quella da venticinquenne, in una Milano nebbiosa e troppo affollata che lo costringe a prendere in mano le redini della sua esistenza e darsi da fare.

Se a Napoli viveva la sua dimensione di adolescente irrequieto, a Milano sarà l’amicizia con Francesco a consentirgli di orientarsi in una città a tratti ostile. Qui dovrà ripartire da se stesso, affrontando un segreto che credeva sepolto e dimenticato, ma sarà una scoperta sconvolgente sul suo migliore amico a spezzare quel precario equilibrio faticosamente raggiunto.
Può un’amicizia resistere a un terribile segreto?"


Bentornato su blog in tour! L'ultima volta ti avevo chiesto come mai la scelta di autopubblicarti dopo aver collaborato a lungo con un editore. Oggi ti chiedo: come ti sei trovato nel "magico mondo dei self"? :)

Grazie. Beh, mi sono trovato esattamente come pensavo, ovvero ho capito quanto è difficile riuscire a far sapere agli altri che hai scritto quattro ebook e che sono lì per essere letti. Non mi sono trovato benissimo e la cosa frena molto i miei prossimi progetti. E il mio non essermi trovato bene è dovuto anche al fatto che un selfpublisher ha il problema di doversi promuovere da solo e di non poter contare molto su altri mezzi, almeno non tantissimi e devi inventarti l'inventabile per dire "ehi, io ci sono, vuoi leggere un mio testo?". Sono sempre disposto a regalare i miei ebook in cambio di una recensione, anche piccola piccola. Uno dei 4 ebook in italiano è gratuito. Il quinto è in lingua inglese. Le recensioni sono quasi una brutta parola, ma ne capisco la difficoltà di valutare le impressioni che un testo di uno sconosciuto dà, anche se per me è diverso in quanto leggo molti libri e un'idea me la faccio sempre.

Stando a quanto dicevi l'ultima volta, l'idea di auto pubblicare un romanzo, ti preoccupava un po'... Come hai preso la decisione di pubblicare "Le parole confondono"?

In modo incosciente come accadde per "Deve accadere". In teoria l'uscita del romanzo doveva avvenire a settembre, poi mi sono anticipato di tre mesi, perché era tutto pronto. Avevo comprato la copertina, avevo pagato una valutazione e un servizio di editing professionale che mi hanno dato molto. Rileggendo il libro alla luce dell'editing dico che ha acquistato più forza. Senza l'editing non avrei mai messo in pasto quel romanzo a un pubblico. Però manca sempre il passaparola. I pochi che lo hanno letto ne sono stati entusisti, alcuni nemmeno li conosco. Posso ritermi soddisfatto, ma vorrei che almeno 50 persone lo leggessero. Anche perché Andrea, Francesco, Caterina, Giulia e Diego non concludono la loro storia con l'ultima pagina de "Le parole confondono" ;) .

A giudicare dalla sinossi, il tuo romanzo sembra molto introspettivo... Posso chiederti quanto c'è di te nel tuo protagonista?

Beh, adoro i romanzi introspettivi, quelli che ruotano attorno a una storia che ti pemette di conoscere un personaggio in tutto e per tutto. Cosa c'è di me in Andrea? Beh, l'insoddisfazione per una città che ti ruba i sogni e, a differenza mia, Andrea riesce ad andare via, anche se per motivi sconvolgenti e obbligati, come si leggerà quando si raggiungerà il massimo punto di impatto del romanzo. Andrea ci mette l'anima nelle cose che fa, anche quando esagera, non è cattivo, è un po' ingenuo e un po' sa rendersi antipatico, ma conoscendolo si ha un'ottima impressione di lui. Si resta legati alle 396 pagine senza smettere e, alla fine, (è la nota di un lettore) non riesci a staccarti dai personaggi.

Visto che mi sembra che tu ti stia cimentando in particolar modo nella narrativa "realistica", dove la protagonista assoluta sembra essere la vita vissuta, vorrei chiederti come mai hai scelto di portare avanti questo genere.

È un genere difficile. Non è semplice raccontare la vita reale, perché a differenza di thriller, noir, fantasy e fantascienza la vita reale è difficile che riesca ad attirare attenzione. Devi essere molto bravo, ma io riesco comunque a tirare fuori le difficoltà che si presentano sempre più incalzanti per i miei personaggi. E mi diverto poi a tirarli fuori, a dare loro un'umanità, delle debolezze che sono quelle di tutti noi. Mi piace, le idee non mi mancano. Ho scritto altre cose che sono chiuse già da un po' e dovrei trovare il coraggio di proporle.

E per concludere... Qual è il tuo genere preferito? In generale, cosa ti piace leggere?

Adoro leggere i bei libri. Il mio genere preferito è il libro di narrativa tradizionale, ma adoro Stephen King. È colpa sua se ho iniziato a scrivere. Stagioni Diverse è stato il primo testo di King che ho letto e l'ho trovato fantastico, così introspettivo e così coinvolgente. Nessun autore italiano ha la sua capacità narrativa. E ogni suo libro lo compro e lo giudico, alcuni non gli riescono tanto, ma quelli in cui dà il meglio di sé sono veramente da leggere e rileggere e, per fortuna, sono la maggior parte.

Ti ringrazio per l'intervista, spero di rivederti qui alla prossima pubblicazione :)

Grazie mille, speriamo :) .




...Vi lascio con la biografia dell'autore e qualche link utile:

Giovanni Venturi è un ingegnere informatico che usa/ama/odia Linux. Windows lo ha abbandonato 10 anni fa, una notte che era stanco di soffrire per vedere un banale DVD mentre il sistema si riavviava di continuo sempre nella stessa scena del film. Esprime emozioni viscerali, forti, molto emotive, cambia spesso idea, vorrebbe pubblicare per un grande editore, ma dati i fatti che si verificano quotidianamente crede che la miglior cosa sia scrivere per non pubblicare, come il pittore pazzo del film “Il mistero di Bellavista”, di Luciano De Crescenzo, l’arte non si vende, ma si distrugge. Dice continuamente di voler smettere di scrivere e di lasciarlo fare a chi lo sa fare meglio, ma poi si imbatte in pessime storie trovate in libreria e si redime, torna a scrivere e poi se ne pente di nuovo. In bilico tra amore e odio per la scrittura ha pubblicato otto racconti per un editore romano, senza pagare nulla, e un capitolo di un romanzo a più mani. Si occupa anche di e-book e, a luglio del 2012, pochi mesi prima della fine del mondo, il suo primo e-book indipendente. Seguito a Natale del 2012 con il racconto “Viaggio dentro una storia”.

Bloghttp://giovanniventuri.com/


Acquistabile suAmazonKoboinMondadoriLaFeltrinelliGoogle Play e su Apple iTunes/iBookStore

lunedì 6 gennaio 2014

Il battito della Bestia - piccolo assaggio di una nuova uscita :)

" - Possiamo parlarne?- le chiese la bimba nel cuore della notte. 
Lucilla si svegliò e la vide: risplendeva nella stanza buia. 
- Parlarne?- rispose trafelata, senza realizzare del tutto che uno spettro fatto di freddo e di rabbia le stesse gentilmente rivolgendo la parola. 
- Ti ricordi di me?- Domandò ancora la Larius. - Anni fa ti chiesi di liberarmi. Ti chiesi di uccidermi. Ora non voglio più morire.- 
- Tu sei già morta…- riuscì a dire la Viator." 


Lucilla si risveglia dopo la battaglia, incredula, incapace di accettare l'idea che il mondo oltre i confini sia stato dissolto. 
Ma le basterà trovare il coraggio di affrontare la situazione, per accorgersi che le due facce della realtà, simbionti e inscindibili, sono soltanto cambiate.


Subito dopo la prima lotta tra Alchimista ed Eremita, Malvina era fuggita via senza meta, in preda alla paura. Le bestie correvano per raggiungere qualcosa oltre il bosco, ma che cosa? Per quale ragione lasciare la Realtà Complessa era così urgente?
Lei non riusciva a pensare, tutto era accaduto troppo in fretta: se scappare voleva dire liberarsi dal dominio dell’Eremita, in fondo era meglio correre e basta. In quello spostamento di massa, si era all’improvviso sentita attratta dalla giumenta baia a cui lo Spirito Antico l’aveva legata. Tra una scarica di adrenalina e l’altra, aveva visto un timido bagliore di speranza: le bastava ricordare quell’animale perché qualcosa le si sciogliesse nel petto. Così aveva allungato le sue falcate, cercando di respirare ancora più a fondo per reggere lo sforzo. La vista le si stava annebbiando, il corpo le doleva, ma doveva assolutamente raggiungerla.
La ritrovò ben oltre il bosco, mentre scalpitava sollevando con gli zoccoli il terreno paludoso che contraddistingueva le pianure nebbiose. Era sola e si guardava attorno scattando nervosamente in ogni direzione.
Malvina si avvicinò piano, convinta che di lei non avrebbe avuto timore: solo poche ore prima erano state una cosa sola.
A differenza della donna, però, la cavalla era stata posseduta dalla Realtà Complessa così a lungo da aver perso quasi completamente la propria forza di volontà: era fuggita seguendo gli altri animali, ma poi, quando questi si erano dispersi nella terra delle Rocce Antiche, lei era rimasta piantata in mezzo alla pianura, senza sapere dove andare o cosa fare. Ora se ne stava lì, con gli occhi sbarrati, a fissare la ragazza che le andava incontro come se non ci fosse altro da fare che lasciarsi prendere.
Malvina non comprese nulla di tutto ciò ma colse l’occasione: portò i palmi delle sue mani sul petto della bestia, lasciando che lei poggiasse l’ampia fronte alla sua capigliatura. Ancora una volta, Malvina si lasciò travolgere dalle sensazioni dell’ibridazione imminente: i corpi che premevano e pulsavano l’uno contro l’altro, il calore in centro al petto, il battito di due cuori diversi che palpitavano all’unisono per poi congiungersi in uno solo. Malvina tornò a essere una splendida centaura, ma fu molto diverso dalla volta precedente: questa volta non fu solo la piacevole sensazione fisica dovuta all’ibridazione, e la nuova forza che sentiva invadere il suo corpo non era tutto. Malvina si sentiva libera, completamente libera. Era certa che, se anche l’Eremita le avesse impartito un ordine, non avrebbe più potuto imporle nulla.
Senza più preoccuparsi degli eventi che scuotevano la realtà oltre i confini, Malvina aveva iniziato a vagabondare per la terra delle Rocce Antiche, senza mai separarsi dalla sua bestia, e arrivando spesso a trasformarsi completamente in essa.
La sua esistenza avrebbe potuto essere molto simile a quella di una Viator Lucis, ma Moira non poteva scordare che Malvina era una semplice umana: non poteva cavarsela così, godendosi la vita eterna senza nemmeno aver fatto pace con la sua precedente esistenza.
Era ormai passato quasi un anno dalla morte del suo corpo, quando Malvina si trovò a galoppare in forma ibrida un po’ troppo vicina a un branco di lupi. Appena oltre le pianure nebbiose, vicino al grande fiume, la famigliola di predatori sonnecchiava tra i cespugli. Se l’istinto della giumenta suggeriva di allontanarsi, la mente della ragazza veniva riportata indietro a dolorosi ricordi: aveva assecondato Erminio in quella sfida contro Roberto e Francesca, e aveva minacciato quella donna dai capelli corvini costringendola alla resa. Il ricordo le provocò una stretta alla gola: probabilmente quei due Viator avevano fatto una brutta fine, ed era stata colpa della sua ingenuità.
Malvina si allontanò a passi lenti, cercando di non fare rumore. Si addentrò nella macchia; qualcosa le diceva di fermarsi tra gli alberi e stare ancora per un po’ a osservare quella scena, quella famiglia felice. Se ne rendeva conto per la prima volta, ma la compagnia della sua giumenta non le bastava per essere completamente realizzata.
Mentre ci rimuginava quasi commossa, ripromettendosi di darsi all’incessante ricerca di altri spiriti umani, un uomo dai capelli lunghi e neri comparve dal nulla in mezzo al branco di lupi.
Il cuore di Malvina iniziò a battere forte: forse quelle bestie gli avrebbero fatto del male, e lei non avrebbe certo potuto difenderlo. Invece i lupi si svegliarono, si alzarono di scatto e iniziarono a fargli le feste come un gruppo di innocui cagnolini.
Malvina notò che quell’uomo era vestito da una pelle di lupo e realizzò che doveva esser legato a uno di loro come lei lo era alla sua giumenta, ma solo quando Roberto iniziò a correre verso il bosco, seguito dal branco, la ragazza lo riconobbe. Il senso di colpa la travolse all’improvviso e non riuscì a fare a meno di scappare via come se un mostro la stesse inseguendo.
Il giorno successivo, così come molti dei seguenti, Malvina era tornata a spiare di nascosto il branco. Era solo per controllare che quell’uomo stesse bene, si diceva. Ma appena Roberto si lasciava andare al sonno e spariva nel nulla, la ragazza si allontanava felice, sorridendo al ricordo di lui che s’ibridava con la sua bestia, che correva fino a trasformarsi, che spariva con il resto del branco al suo seguito. Con il passare dei giorni, dapprima provando un certo imbarazzo, iniziò a fantasticare sul fatto che probabilmente quell’uomo passava tutte le notti oltre i confini perché la sua compagna doveva essere morta. Avrebbe voluto dispiacersi per lei, ma non ci riusciva. Quel che invece le veniva bene, era immaginare di avvicinarsi a lui e di consolarlo per la sua perdita, facendogli capire che anche lei era sola, e sapeva bene cosa volesse dire poter trovare conforto solo nell’ibridazione con la propria bestia.
Il tempo passava e Malvina si avvicinava ogni giorno di più, facendosi coraggio e ripetendosi che quei lupi non le avrebbero fatto niente se Roberto l’avesse vista. Era passato così tanto tempo che lui certamente aveva elaborato il lutto per la sua compagna, ed era sicuramente pronto a scoprire che quella perdita non era imputabile a lei: l’Eremita l’aveva posseduta e costretta, Roberto doveva capirlo. Quel che veramente la tratteneva era rendersi conto che quel Viator era ancora vivo: spariva e compariva a suo piacimento, con molta regolarità. Questo creava un abisso tra le loro esistenze, e Malvina non aveva idea di come colmarlo.
Un giorno, si ibridò con la sua giumenta e decise di avvicinarsi al limite della portata visiva dell’uomo. Non avrebbe fatto nulla per farsi vedere, ma l’avrebbe reso possibile.
Il branco di lupi non era sdraiato accanto al fiume, ma stava arrivando, di corsa, da lontano. Quella mancanza improvvisa di routine fece traballare la sicurezza della ragazza che, quasi senza accorgersene, indietreggiò di qualche passo. Non poteva avere idea della delusione che Moira aveva intenzione di infliggerle, ma aveva un brutto presentimento.
I lupi bevvero dal fiume, poi si sdraiarono sulle sue sponde. Malvina aspettava trepidante che uno di loro riprendesse lentamente le sembianze di Roberto; amava vederlo in forma ibrida: il suo corpo, normalmente molto minuto, assumeva un tono decisamente più possente e scultoreo. Malvina trattenne il respiro quando si accorse che, non solo uno, ma ben due dei lupi stavano divenendo ibridi. Le bastarono pochi secondi per capire che uno dei due aveva fattezze femminili; il tempo di qualche minuto e la ragazza non poté più negarlo: Francesca era ancora viva o, almeno, esisteva in qualche modo.
Il corpo di Malvina iniziò a tremare sconvolto, mosso da singhiozzi frenetici e conati di vomito. Nella sua testa, un solo pensiero rompeva il ronzio assordante dello stupore, ma lei lo ricaccio indietro, non voleva sentirlo, non voleva pensare. Iniziò a correre verso le pianure nebbiose, nell’attesa snervante che la bestia prendesse il sopravvento. Questo, però, non accadde.
Non poteva accadere, non era possibile.
Era necessario non pensare a nulla perché la trasformazione avvenisse, ma Malvina non riusciva a scacciare via un’inquietante domanda: “Ma come si era permessa, quella donna, di continuare a esistere?”.
Nei giorni successivi, Malvina si era sforzata di riprendere l’esistenza libera e senza pensieri che aveva conosciuto prima di scoprire la presenza di Roberto. Tuttavia, a cadenze irregolari e sempre più ravvicinate, mille domande si facevano strada fra i suoi pensieri. Ma era proprio una cosa seria tra Roberto e Francesca? Ma lei era ancora viva? O era una Viator Lucis? E perché non era mai andata a trovare il suo compagno prima di quel giorno? Forse non era una cosa seria, forse non stavano nemmeno assieme. Non ci volle molto prima che Malvina ricominciasse a spiare il branco di lupi, dipingendosi in testa situazioni di ogni genere, in cui l’elemento portante era sempre il medesimo: sì, Francesca esisteva, e allora? Roberto avrebbe comunque potuto scegliere lei, quindi doveva trovare il coraggio di farsi avanti.
Purtroppo, però, la sua rivale si univa al branco di lupi sempre più spesso. Malvina era convinta che l’avesse scoperta e che si sentisse minacciata, al punto da voler controllare più da vicino il suo uomo.
Continuando a spiare l'ignara coppia in quel modo, giunse il giorno in cui Malvina vide qualcosa di troppo: Francesca e Roberto lasciarono che i loro corpi tornassero umani, ma poi non si abbandonarono al sonno per sparire nel nulla. I due Viator si accomiatarono dal branco facendo molte cerimonie, come se avessero l’intenzione di non tornare per un lungo periodo. Stavano per entrare a far parte dell’esercito della Tempesta e prepararsi alla battaglia contro l’Alchimista, ma questo Malvina non poteva saperlo. Quel che turbò la ragazza fu vedere il modo in cui si tenevano la mano in attesa di quel momento importante; fu il sorriso inequivocabilmente felice di Roberto, nel seguire la sua donna che si dirigeva al fiume.
Quel sorriso s’impresse nella memoria di Malvina come una fotografia: perché sorrideva in quel modo? Lei lo aveva sempre immaginato triste, solo, nostalgico. In quel momento, avrebbe dato qualsiasi cosa per poter anche solo immaginare che quel sorriso fosse stato per lei. Ma non c’era alcun modo: non le era rimasto proprio nulla che potesse servirle a negare l’evidenza. La centaura scappò nuovamente nel fitto della macchia boscosa. Questa volta non cercò nemmeno di scacciare l’invidia che avvelenava la sua mente. Non sapeva nulla di Francesca, eppure, ora avrebbe voluto essere lei; sarebbe arrivata anche a ucciderla pur di prenderne il posto. Poi, però, avrebbe dovuto uccidere anche Roberto per aver scelto lei, avrebbe dovuto distruggere ogni cosa riguardasse quella coppietta così insopportabilmente felice.
Era arrabbiata, distrutta.
Non si stupì per nulla di non riuscire a raggiungere la trasformazione in bestia: questa volta non voleva nemmeno provarci a smettere di pensare, qualcosa la faceva credere che, continuando a rimuginare, poi si sarebbe sentita meglio.
Entropia volle che, circa due giorni dopo, Malvina si trovasse a galoppare in preda alla rabbia proprio vicino al bosco che segnava il confine tra Rocce Antiche e Realtà Complessa. La centaura passò ancora una volta quel confine, convinta che, se c’era un posto dove Francesca e Roberto non sarebbero mai andati, era proprio quello. Voleva esser certa di non vederli mai più, neanche per caso, neanche da lontano. Mentre camminava decisa in mezzo a quel deserto buio, le immagini dello scontro con i due Viator si riproponevano alla sua mente ma, questa volta, non provocavano in lei alcun rimorso. Ricordava Erminio che feriva Roberto, e si chiedeva se anche lei avrebbe potuto padroneggiare così bene i poteri di quelle terre. Immaginò di tornare a quel giorno e di trafiggere il petto di Francesca con una scarica elettrica. Sicuramente quel pazzo di Roberto avrebbe pianto per lei, e allora sarebbe stato bello mettere a tacere le sue lacrime nello stesso modo. Solo per un secondo, si chiese se fossero state quelle terre a renderla malvagia, o se, invece, lo fosse sempre stata. In fondo, quante volte, dietro ai suoi sorrisi, aveva celato una profonda invidia nei confronti di suo fratello?
In un momento differente, quei pensieri brutali avrebbero smesso presto di offuscarle la mente. Malvina era sempre stata di natura ambiziosa, e una persona ambiziosa, costantemente in compagnia di un fratello Viator, trasforma quasi per forza la brama di miglioramento in pura invidia. Avrebbe potuto gestire ancora una volta quel sentimento e andare avanti, se Entropia non l’avesse condotta in quei luoghi proprio quel giorno.
Mentre la delusione amorosa le faceva immaginare soluzioni drastiche, la polvere della Realtà Complessa individuava la sua presenza e iniziava a ricoprirla, ancorandole gli zoccoli al terreno per impedirle la fuga.
La centaura si ritrovò all’improvviso coperta di metallo. Aveva una lunga spada sottile appesa al fianco, e le sue zampe galoppavano verso Erminio, senza che lei potesse evitare in alcun modo di seguire il resto dell’esercito.
Non aveva idea di cosa stesse accadendo, ma non aveva importanza: quando si perde completamente il controllo del proprio corpo e delle proprie azioni, niente ha più importanza.
Quando il nulla iniziò a divorare la realtà oltre i confini, i malcapitati seguaci di Erminio furono tra i primi esseri a dissolversi e perdere definitivamente coscienza di sé. Malvina li vide scomparire a uno a uno, ma non sentì il bisogno di fuggire o darsi spiegazioni. Solo quando anche Erminio scomparve, la centaura venne presa dal panico e sentì il suo cuore battere per l’ultima volta.
Ma Malvina ed Erminio non cessarono di esistere: la loro perdita di coscienza fu relativamente breve, ed entrambi si risvegliarono in una gelida notte, in un posto che lei conosceva bene.


lunedì 16 dicembre 2013

La mia saga preferita





Ricordo che quand'ero bambina non riuscivo a capire perché mia madre si affezionasse così tanto ai personaggi delle serie TV. A volte arrivava persino a piagnucolare se il tal personaggio si comportava male, altre volte si lanciava in vere e proprie sfuriate contro il regista che, infido, decideva che una coppia si sarebbe lasciata, o peggio, che qualcuno doveva morire.

Non capivo, non capivo e basta.

Io la televisione non l'amavo. Io amavo i libri.

Una volta raggiunta l'adolescenza, frequentando altri libro-maniaci, mi resi conto che ancora qualcosa mi sfuggiva: i miei amici, a modo loro, erano come mia madre con le sue adorate serie televisive. Come potevano apprezzare così tanto quei libri non autoconclusivi, a puntate, dove sembrava non ci fosse mai un vero finale? Come potevano amarli così tanto da dare di matto durante l'attesa che separa un volume dall'altro?

Poi un bel giorno ho capito.

Ho iniziato a leggere un libro "fantasy", tra l'altro prevenuta nei confronti di questo genere che consideravo da bambini, e mi sono sentita coinvolta a tal punto che finalmente ho capito. Perché leggendo quel libro meraviglioso, non mi sono limitata a ridere, piangere e viaggiare attraverso le parole scritte, ma per la prima volta ho capito cosa volesse dire affezionarsi davvero ai personaggi.

Volevo sapere di più.
Volevo saperne ancora.

Mi chiedevo, paradossalmente, cosa quei personaggi stessero facendo in quel momento.
Ero davvero FELICE che la storia avesse un seguito, sentivo di volerne leggere altri cento, altri mille, di quei libri. Volevo che mi accompagnassero per tutta la vita, volevo che quei personaggi fossero con me ovunque.

"É perché quei personaggi hanno un'anima" mi ha detto un'amica, anche lei reduce dalla lettura del primo volume di Nuova Galatia.

Già.
Hanno un'anima, nulla da ridire.
Ed è per me qualcosa di bello e di incomprensibile allo stesso tempo.

Ricordo, un mesetto fa, una discussione su un gruppo Facebook, un gruppo per autori e aspiranti tali. Si parlava di esempi da seguire, e tra nomi grossi e grossissimi, io ho menzionato Mara Fontana: perché se mai riuscirò a dare anch'io questa cosa chiamata "anima" ai miei personaggi, allora saprò di aver raggiunto un traguardo meraviglioso.

Purtroppo ho avuto l'impressione che il nome da me citato sia stato completamente ignorato dai presenti... E mi sono accorta di una cosa, che già in realtà sospettavo: questa autrice non è abbastanza conosciuta. E forse a lei non frega nulla, ma a me sì: perché se non siete mai riusciti ad innamorarvi di un personaggio di fantasia, vi state perdendo qualcosa :), dico davvero. E forse leggere "Nuova Galatia Saga" può fare per voi lo stesso miracolo che ha fatto per me.



Per saperne di più:







 

venerdì 22 novembre 2013

Bianco e Nero parte I - Il potere dei draghi (Arret Saga)




Sinossi


GENERE: Epic Fantasy, Sword & Sorcery , Dark Romance

E se il principe non fosse azzurro? Ma nero come la notte?

A questa domanda si troverà a dover rispondere Serenia, giovane principessa delle Terre di Arret.

In un mondo che è fuori dal tempo conosciuto ...
In un mondo che è fuori dallo spazio conosciuto ...

Arret è una terra dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, ad eccezione di poche persone particolarmente dotate, che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.

La principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert il principe nero, bello e tenebroso, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi.
Ma la loro unione non sarà certo di miele. E’ chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto, ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.
Fin quando, ad un certo punto, si libereranno i poteri dei draghi rimasti assopiti...

Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a vagare per le Terre di Arret per trovare il suo vero io.
La magia si insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.

Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate e anche un pizzico di ironia.
Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative.
Una curiosità: pur essendo un racconto ambientato in un mondo fantastico, vengono nominati elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri.

Arret Saga:
Gilbert (spin off )(26 luglio 2013)
Le prime 125 pagine di Bianco e Nero Parte I – Il potere dei draghi riscritte dal punto di vista di Gilbert.
Trama: Gilbert: è il principe erede al trono del Regno Nero. Freddo, spietato, potente. Ha un’anima di drago e il cuore di un predatore. Riusciranno la semplicità e l’ingenuità di Serenia, la principessa del Regno Bianco, a scalfire il suo cuore di ghiaccio?

Estratto: “Cosa c’è?” le chiese dolcemente.
Lei lo guardò con i suoi gustosi occhi di cioccolato. Le labbra inarcate tra il sorriso e l’incertezza.
“Principe, mi hai rubato l’anima con il cielo tempestoso dei tuoi occhi” rispose lei in un morbido sussurro.
Lui osservò il dito di lei avvicinarsi al suo viso, lo sentì scorrere leggero sulla propria guancia e raggiungere le proprie labbra “sei affascinante e pericoloso come un temporale estivo” continuò lei.
“Dici che sono pericoloso principessa?” disse lui afferrandole i polsi con fermezza “non puoi immaginarti quanto”.
Lo avete amato. Lo avete odiato. E se non lo conoscete non vi potrà lasciare indifferenti.

Bianco e Nero Parte II - I draghi del potere (Winter 2013)


La mia recensione

Ho trovato ottima l'idea che apre questo libro, ma più di tutto, ho apprezzato il mondo in cui è ambientato.
Un mondo che pare essere una realtà alternativa, totalmente distaccata da quella in cui viviamo, ma dove di tanto in tanto saltano fuori elementi che lasciano intendere che non sia proprio così... Questo aspetto mi ha incuriosita molto, spero di capire meglio nel prossimo libro quello che qui ho solo intuito.
Piacevolissimo "l'arrivo della magia", poiché di vero e proprio arrivo si tratta: ben spiegato, mai pretenzioso, a tratti quasi ludico, ma sempre ben contestualizzato. Perché ad Arret la magia diventa un bene di tutti, e questo rende l'ambientazione ancora più originale. Sono curiosa di vedere come prosegue...


Recensione più quotata

Ho acquistato questo romanzo spinta dalla trama che prometteva un'amore diverso dal solito, un principe nero, invece che azzurro, un'avventura fantasy ma romantica, insomma, il mio genere preferito.
Devo dire che, sopratutto all'inizio, la storia si è dimostrata all'altezza delle mie aspettative. Il protagonista maschile, Gilber, è veramente affascinante, ma non vi anticipo altro.
Nella seconda parte il romanzo prende una piega diversa, in certi punti si perde un po', ma ci fa entrare in un mondo pieno di magia e di strane creature.
Ho apprezzato molto questa storia (che è solo la prima parte), difatti il finale rimane aperto.
La consiglio quindi a tutti gli amanti del genere.


lunedì 4 novembre 2013

Domande in cerca d'autore #9



“Domande in cerca d'autore” è arrivato alla nona (e ultima) puntata.

Ecco la mia domanda per gli autori:

“Leggere è uno svago, certo, ma personalmente prediligo i libri che abbiano qualcosa da dire: nel tuo narrato, c'è un messaggio particolare che vorresti arrivasse al lettore?”

Francesco Zampa: "Devo confessare, se ce ne fosse bisogno, che Maggio è una specie di alter-ego, anche se non siamo esattamente uguali. Mi piace giocare con le trame, inventare personaggi e situazioni, ma non potrei farlo se fosse solo fine a se stesso, cioé se non avessi qualcosa da dire. Spesso la storia mi trasporta al punto che mi emoziona rileggerla, allo stesso modo mi accorgo quando un autore, ancorché tra i miei preferiti, non è particolarmente ispirato. La narrazione perde quasi totalmente credibilità, anche se tecnicamente ineccepibile. Personalmente mi piace indagare sull’arroganza e sulla prepotenza, sull’ingiustizia, insomma, e sulla conseguente esistenza, o meno, di Giustizia. E ogni volta mi ritrovo a iniziare di nuovo, e a dover portare la ricerca più a fondo."



Rita Carla Francesca Monticelli : "Evito accuratamente di evidenziare una morale nei miei scritti. Lo faccio perché sono la prima, da lettrice, a trovarmi a non apprezzare un libro, altrimenti bello, proprio per la tendenza dell’autore a imporre in maniera eccessiva il proprio pensiero. La trovo una forma di autorefenzialismo. C’è un po’ del mio modo di pensare in molti personaggi, ma ce ne sono alcuni che hanno visioni totalmente agli antipodi rispetto alle mie. Il bello è presentarli entrambi e lasciare al lettore la scelta su chi preferire. L’unico mio messaggio che emerge è proprio quello della tolleranza verso qualsiasi messaggio e il rispetto nei suoi confronti. Nelle mie storie non c’è il buono o il cattivo assoluto, i personaggi vivono costantemente in una zona d’ombra e il loro modo di pensare, le loro usanze, le loro credenze, la loro morale, anche quando opposti, sono tutti giusti dal loro punto di vista, tanto che quasi ognuno di loro nello scontrarsi con la diversità finisce prima o poi per metterli in dubbio."




Giulia Beyman: "Sono un po' allergica ai 'grandi messaggi'. Non perché non siano importanti, ma perché ci sono già abbastanza scrittori con la S maiuscola che portano avanti una letteratura di impegno. E troppi che vorrebbero diventarlo senza averne i numeri.
Quello che mi interessa è raccontare delle storie, e cercare di farlo al meglio. Ma attraverso il vissuto del protagonista di ogni romanzo qualche messaggio passa sempre. Per non ripetermi sul 'dono' della mia Nora, questa volta mi piace ricordare che la mia protagonista è una donna di una certa età - diciamo adulta - che scopre di potercela fare anche da sola e che proprio nelle difficoltà riscopre se stessa. Un piccolo messaggio, ma un messaggio positivo, per tutte le donne che, per motivi contingenti e dolorosi, a un certo punto della loro esistenza si ritrovano da sole e si sentono smarrite. “Siete molto di più di quello che credete di essere”, sono sicura che direbbe loro la mia Nora per incoraggiarle a prendere in mano le redini della loro vita."




Germano Dalcielo"Sì, c'è e mi auguro che il lettore riesca a coglierlo tra le righe de "Il Peccatore (Il discepolo ombra)". Dico tra le righe perché non deve fermarsi all'apparente provocazione che lancio nel libro con un'illazione, quanto piuttosto riflettere sulle parole che affido a Suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima, nelle fasi finali del romanzo. Ecco, è lei la mia ambasciatrice. A lei ho messo in bocca un messaggio che al giorno d'oggi non dovrebbe mai essere dato per scontato, pena uno dei peggiori mali della nostra società."




 Pierluigi Di Cosimo"Nella vita di tutti i giorni siamo sopraffatti dalla routine e dalla quotidianità che spengono la voglia di vivere le vicende avventurose che sognavamo da bambini. Nel mio racconto ho cercato di stimolare e risvegliare la voglia di avventura sopita in ognuno di noi, cercando di trasmettere al lettore il messaggio di mantenere e alimentare costantemente questo desiderio. Ricordandogli però che, anche nella fantasia, bisogna sempre tenere a mente che non sempre è l’eroe a vincere, e quando vince spesso lo fa a caro prezzo."




Isabel Giustiniani: "Sostanzialmente il messaggio che intendo trasmettere è proprio quello di distaccarsi dai luoghi comuni e guardare gli avvenimenti con mente libera. Si sa che “la Storia è scritta dai vincitori”, e per questo mi son divertita a entrare nei cuori dei vari personaggi di fazioni diverse, dove ognuno ha le sue ragioni e le sue verità. Non per cercare una giustificazione a tutto o annullare la differenza tra bene e male, ma per comprendere. Se c'è una morale questa si evince sottilmente, come specchio del lettore che vi si affaccia."




Giovanni Venturi: "Nella mia storia non cerco di trasmettere alcun messaggio, c'è una storia in cui i personaggi prendono vita e interagiscono in un contesto preciso. Ci sono due amici, ci sono storie d'amore, c'è il rapporto con il nonno, c'è l'esame di stato, ci sono le città che riservano sempre una doppia faccia e diventano parte dei personaggi. C'è la violenza, ci sono i problemi in cui il protagonista nuota e cerca di sopravvivere, ma messaggio non ne trasmetto. È il lettore che deve trarne una riflessione, alcuni evento possono essere letti secondo una doppia chiave: quella reale e quella simbolica."





J. Shoulderblade (GiuseppeScapola): "Si, il messaggio che voglio passare è questo: Sei sicuro che la realtà che ti circonda, sia vera? Sei sicuro che quello che i tuoi sensi ti fanno "vedere" sia corretto? Sei sicuro che i racconti che senti dalle persone a te vicine, siano reali? Tutto qua, un quesito molto semplice! In Sine Die tratto proprio questo argomento. La realtà in tutte le sue forme. Leggendolo scoprirete che non ci si può fidare di nulla e nessuno! "


martedì 22 ottobre 2013

Le Cronache di Ériu - La Faida





Sinossi


Sara è una giovane scrittrice squattrinata, presa dalla stesura del suo nuovo romanzo. Una mattina, al risveglio nel suo monolocale, si ritrova misteriosamente davanti Cal, il protagonista della sua storia, che, spaesato, dopo aver scoperto di essere parte del suo manoscritto, cerca di strangolarla in quanto fonte di tutti i suoi guai.
Cos'è dunque uno scrittore? Un creatore, divinità di un mondo parallelo scaturito dalla sua penna, o un semplice visionario, capace di gettare un fugace sguardo in altri mondi?

La mia recensione


Lo stile di quest'autrice è praticamente perfetto, in questo libro non ho trovato nemmeno una singola frase che non fluisse piacevolmente, tanto che ho divorato il romanzo in due giorni appena!
La storia è assolutamente originale: inizia bene, quando ci troviamo nei panni di una scrittrice che cerca di dar forma alla storia che ha in mente, prosegue rapida con l'arrivo di Call, che sembra comparire dal mondo immaginario di Sara... Fino all'inaspettato colpo di scena, quando scopriamo che le cose non sono semplici come potevano sembrare. A questo punto la trama si complica, ma il libro continua a tenerci attaccati alle sue pagine fino alla fine.
Lettura davvero consigliata, soprattutto a chi cerca un fantasy un po' diverso dai soliti!

Recensione più quotata


Questo è il secondo libro che leggo della Cioce, e ancora una volta sono rimasta piacevolmente colpita dall'orginalità della storia, in un mercato editoriale dove ormai vanno avanti solo le solite fuffe trite e ritrite. Da quando mi sono affacciata al Self Publishing, ho potuto amaramente constatare come i veri talenti vengano oscurati dai soliti volti noti. Ed è un peccato.
Comunque, mi permetto di valutare il libro in questione discernendo stile da trama. Lo stile è, ancora una volta, scorrevole, piacevole e fresco, senza troppi fronzoli inutili che spesso risultano pacchiani e forzati. L'italiano è perfetto, sia nella grammatica che nell'ortografia, e mai ci si imbatte in frasi fuori luogo o eccessivamente altisonanti per la situazione. Quando parla Sara, le scene sono descritte nel modo più realistico possibile, come se fosse un qualunque nostro contemporaneo a viverle; quando si passa al POV di Cal, lo stile assume un tono più aulico ma semplice, in quanto in accordo con la cultura e la mentalità del personaggio. Non è facile cambiare continuamente stile, soprattutto quando ci si deve immedesimare in un contesto che non si è vissuto direttamente.
La trama è molto originale, con innumerevoli rimandi alla cultura e mitologia celtica. La storia viene narrata attraverso l'alternanza di 2 POV [Point Of View] principali, a cui se ne aggiunge un terzo verso la fine del romanzo. L'idea è molto originale e, personalmente, l'ho trovata molto ben sviluppata. In ogni momento il lettore riesce a empatizzare perfettamente con il personaggio, "legge" la sua mente e comprende appieno il punto di vista dello stesso. Geniale!
Forse l'unica pecca, ma si tratta di un mero gusto personale, riguarda l'eccessiva importanza data alla storia d'amore dei personaggi principali. Io, personalmente, non apprezzo molto i romance, ma sono sicura che gli appasionati del genere non concorderanno con me :)
Aspetto con impazienza il seguito, il cliffhanger finale mette curiosità :)

 

domenica 6 ottobre 2013

Domande in cerca d'autore VI "Per quale motivo scrivete?"



Domande d'Autore si propone come punto d'incontro tra noi scrittori Self-Publishing e i lettori.

Questo è il sesto appuntamento, dopo il post sul blog di Giovanni Venturi, qui troverete le risposte alla mia domanda:

"Questo libro l'hai scritto per poter far si che vendesse o hai sempre preferito le tue idee e il tuo modo di scrivere piuttosto quello che potrebbe piacere al lettore mainstream?"


giovedì 3 ottobre 2013

Straziami


Sinossi:


questo titolo appartiene al circuito Selfpublishers United: indipendenti e fieri di esserlo!

Sinossi dell'opera:

"Se avessi saputo che la vita era questa.
Mi sarei uccisa prima."
Lara Clerico voleva solo morire.
Per un grottesco scherzo del destino, invece, si risveglia nella bara.
Sepolta viva, l'attende una morte ben più tragica di quella che si era inflitta, alla quale viene sottratta dall'intervento di tre misteriosi personaggi. Ma qualcosa non quadra.
Cosa ne sarà di Lara, che si scopre improvvisamente prigioniera dei suoi stessi salvatori?
Cosa sono questi post-morti di cui parlano tanto?
Cosa sono le urla terribili che scuotono la notte?

Sull'autrice:

Claudia Mauro nasce a Napoli nel 1985.
Della sua città dice: è una città magica. Un luogo mistico, l'unico in cui potrei vivere, perché è il solo luogo in cui io mi senta completa.
Scrittrice gotica e illustratrice dark, prega tutti di non inscatolarla in una nicchia precostruita. Preferisce autodefinirsi "poliedrica" perché ritiene che l'espressione artistica non possa essere classificata secondo generi collettivi.
Esordisce nel settembre 2012 con "Schegge di Vetro" una raccolta di brani autoconclusivi che racconta, attraverso la voce di 17 donne, le mille sfumature del dolore umano.

Altre opere della stessa autrice:
Schegge di Vetro (sezione racconti)

A breve saranno disponibili inoltre:

- Notturno d'Amore Rosso (horror - fantasy)

- Dissanguami - Cronache del Sangue (horror - fantasy) seguito di Straziami

Scopri tutte le novità seguendo l'autrice su facebook: digita Claudia Mauro Scrittrice nella barra del search per trovare la sua pagina ufficiale e scoprire tanti contenuti inediti!

La mia recensione:



E' stato molto bello, poter ritrovare lo stile unico di questa autrice, in un lavoro tanto diverso dal primo che ho letto. "Straziami" è un romanzo dove tornano i vampiri, quelli veri, ma per quanto si respiri un'atmosfera tipicamente gotica, il contesto in cui il romanzo è ambientato è decisamente originale.
La storia è avvincente, il libro si legge d'un fiato, il finale giunge in modo improvviso, sconvolgendo le nostre convinzioni e lasciandoci la voglia di sapere come proseguono "le cronache del sangue".Insomma, uno di quei finali dove cerchi di scorrere le pagine oltre l'ultima, perché senti di dover assolutamente sapere cosa succede dopo.
Tutto questo, raccontato con la sensibilità palpabile che contraddistingue gli scritti di Claudia Mauro.
Spero di poter leggere presto il prossimo!


Recensione più quotata:



I romanzi gotici non sono propriamente il mio genere preferito, soprattutto negli ultimi anni, dove i canoni sono stati assurdamente stravolti. Beh, questo è diverso. L'ho apprezzato... anzi, devo dire che mi è piaciuto davvero molto!
L'atmosfera gotica si respira in questo romanzo... con le sue ombre, misteri, il sangue, le cupe sensazioni e le forti emozioni che la protagonista prova, descritte, com'è tipico dell'Autrice, in maniera eccellente! E i personaggi presentati sono davvero creature della notte... originali nella loro classicità.
Detto questo, "Straziami" è un libro che si leggere velocemente... la narrazione è corposa, elegante, ma anche molto semplice e scorrevole. La storia prende da subito e con lo stesso interesse della prima pagina, così si arriva all'ultima. Ogni capitolo alimenta l'interesse e la curiosità di voler capire cosa sia successo a Lara e cosa si nasconda in quel sinistro castello.
Davvero un bel libro! Consigliatissimo! Soprattutto per chi ama il genere e vuole leggere qualcosa di nuovo... ne rimarrà davvero stupito ed innamorato!
Ed un complimentone a quest'autrice davvero talentuosa, che è riuscita a far appassionare ai romanzi gotici un fan della fantascienza.


martedì 13 agosto 2013

Yinger e l'antico tomo





“Dirle tutta la verità, dirle tutta la verità, dirle tutta la verità, urlò una voce dentro di lui.
«Io ti amo, Yinger!» e l’abbracciò senza esitazione.
Lei si ritrovò tra le sue braccia, ma non ricambiò il suo gesto. Una lacrima le scese lenta sulla guancia e si nascose sotto il mento.
«Non l’hai capito? Non posso vivere senza di te. Senza la tua presenza accanto alla mia! Perché dovrebbe sorgere il sole in cielo, o esserci la luna se tu non ci sei? Cosa contano per me le nuvole che oscurano una bella mattina primaverile di sole se tu non sei con me? Nulla è degno di essere vissuto, nemmeno la mia vita, se tu non sei al mio fianco!» continuò imperterrito il ragazzo.”


Leggo quest'estratto e mi chiedo: chi è Yinger? E chi si sta straziando per lei in questo modo?Fortuna che Teresa Di Gaetano, è venuta qui a presentarci il suo “Yinger e l'Antico Tomo" , volume che fa parte della saga “La sabbia delle streghe”.






Teresa, benvenuta su blog in tour :)
Prima di tutto, voglio farmi un'idea generale: com'è strutturata la tua saga?

Ciao Noemi e grazie che mi ospiti nel tuo bellissimo blog. La saga de La sabbia delle streghe nasce nel 1994 quando ho iniziato a scrivere il primo libro (La leggenda di Primrose). Allora, avevo pensato di scrivere solo cinque libri sulla storia della principessa Primrose, poi però scrivendo il secondo volume della saga (Alla ricerca dei ricordi) mi sono venute in mente tante belle idee, e così ho pensato ad altri volumi. Forse non ci crederai ma erano ben quattordici. Ultimamente, lavorando al terzo volume della saga (Primrose) ho deciso di ridurre la storia della principessa in una trilogia. E, quindi, conti alla mano, adesso in totale la saga si compone di dodici libri. I primi tre parlano appunto delle avventure della principessa Primrose, tutti gli altri, invece, trattano di eroine esterne alla saga, ma le loro avventure sono ambientate nel magico mondo de La sabbia delle streghe. Essendo delle eroine “staccate” dalla saga principale, quella cioè di Primrose, ho potuto scriverle separatamente. Ecco perché ho potuto pubblicare “Yinger e l’Antico Tomo” prima del secondo volume della saga. Perché il romanzo non si rifà alla storia di Primrose (viene fuggevolmente citata), ma tratta le gesta di questa maga dueng alle prese con un Antico Tomo che deve portare nella città di Akyab per la salvezza della stessa.

Ed ora... Chi è Yinger? Il suo nome ha qualche significato particolare? Come ti è venuta l'idea per questo personaggio e, in generale, per la storia?

Yinger è una maga dueng, un particolare tipo di maga. In pratica, non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne ai maghi come lei, altrimenti perde i suoi poteri. Ma apprende questa notizia dalla nonna in punto di morte, nonna che l’ha allevata come una figlia, essendo sua madre morta nel darla alla luce. Quindi, fino all’età di diciannove anni è vissuta senza avere consapevolezza dei suoi poteri, come una ragazza normale e con due amici: il mago Aless e il bel tenebroso Mark.

Yinger è nata per caso. Quando ho un po’ di tempo libero mi piace bazzicare nei Forum di scrittura. Mi sono imbattuta per caso in un Forum fantasy e non ho resistito al fascino di giocare a un GDR (gioco di ruolo). Per partecipare a un gioco di ruolo occorre inventarsi prima una scheda-personaggio. Fin qui nulla di particolarmente difficile, solo mi mancava il nome. Così ho sfogliato la bibliografia di un libro e tra i tanti cognomi che ho letto “Yinger” è stato quello che mi ha colpito di più. La stessa identica cosa è accaduta per “Rosehan” (un’altra eroina della saga), quindi gioco di ruolo, scheda personaggio e nome attinto dalla bibliografia del libro.

Chi è che sostiene che “ nulla sia degno di essere vissuto, nemmeno propria vita, se Yinger non è al suo fianco”?

Beh... dopo il gioco di ruolo che ho totalmente abbandonato per dedicarmi ad altro, mi sono imbattuta in un corso on line tenuto dalla scrittrice Moony Witcher. Mi sono iscritta subito. Nel secondo livello la scrittrice lasciava delle tracce per scrivere una storia a proprio piacere. Io ho pensato di rifarmi alla mia storia del GDR, e così grazie alle tracce lasciate dalla scrittrice ho sviluppato anche altri personaggi, fra questi il mago Aless. Aless è un ragazzo-mago, amico d’infanzia di Yinger. Lui la ama, ma lei non ricambia affatto il suo amore. Verso la fine del libro, si decide finalmente di dichiararsi apertamente. E queste sono appunto le parole che le dice (forse un po’ disperato perché sa che non è ricambiato) per dichiararsi alla ragazza.

Tu e la protagonista: quanto di te, c'è in lei?

Mah! Tutti i personaggi credo creati da uno scrittore somigliano un pochino a chi li ha creati. Penso un pizzico di altruismo. Ecco. Sì... perché Yinger è molto altruista. Io lo sono, non al suo livello (è un po’ idealizzato). E poi anch’io ho vissuto storie d’amore non ricambiate. Nel libro c’è una sorta di lieto fine se si può definire così riguardo alla storia d’amore tra Aless e Yinger. Però rimane sempre lo sfondo del dramma, come è poi una storia d’amore non corrisposta.

A quando la tua prossima pubblicazione?

Oh! Spero prestissimo. Intanto, volevo dire che sto lavorando ad un altro libro della saga (Milmay, la nuova regina) che si riallaccia molto al secondo e, a differenza di Yinger, sta venendo molto ispirato. E di questo ne sono davvero entusiasta. Contemporaneamente, sto correggendo “Rosehan e la spada di Shanas”, anche se penso ormai di far uscire entro quest’anno “Alla ricerca dei ricordi”. Il mio impegno, dunque, è rivolto a fare uscire entro quest’anno altri due libri della saga. Non so se ci riuscirò, perché non dipende solo da me. Io personalmente ci sto provando... Volevo aggiungere che Yinger oltre che su Amazon sarà presto disponibile in formato cartaceo (spero alla fine di Agosto) per la Youcanprint, quindi ho pensato anche agli amanti del cartaceo come me! Per quanto riguarda gli altri libri della saga, credo però che non saranno pubblicati su Amazon, ma solo in formato cartaceo con la Youcanprint.

Ti ringrazio per la tua disponibilità.
Ora, qualche altra informazione utile:

Sinossi:

Yinger è una maga dueng, un scuola di magia molto particolare. Non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne alle persone con le sue stesse capacità. La pena se trasgredisce sarebbe la perdita dei suoi poteri.
La rivelazione di chi lei sia realmente e delle regole a cui deve sottostare, le sarà fatta dalla nonna, in punto di morte. Ma questo non sarà l’unico segreto che le verrà svelato, infatti Yinger conoscerà qual è il suo destino: portare il leggendario Antico Tomo ad Akyab per salvare la città.
Riuscirà la ragazza a portare a compimento la sua missione o il temibile Zhoseng glielo impedirà? Scopritelo in questo avvincente romanzo fantasy dal chiaro sapore genuino, dove magia, mistero e amore si intrecciano per dar vita ad un’avventura emozionante.
Consigliato agli adolescenti e a quegli adulti che amano le storie fantasy per ragazzi.




E per non perderci nulla, possiamo seguire Teresa sul blog ufficiale della saga: 
https://www.facebook.com/pages/La-sabbia-delle-streghe/527478860611125
O ancora, sul suo diario personale “Il diario di Teresa”:
http://ildiarioditeresa.wordpress.com/


Nota: la copia in formato e-book su Amazon è in promozione per tutto il mese di Agosto: costa solo 0,97 € anziché 2,69 €.