Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post
sabato 27 settembre 2014
mercoledì 17 settembre 2014
Favole Perdute
Tre racconti, molto diversi tra loro e molto particolari.
"Another Stranger Me" descrive una versione cupa e disperata dei maghi fantasy a cui siamo abituati.
"Il Carnevale E' Finito" è una piccola storia horror a tema appunto carnevalesco: divertente e inquietante al punto giusto!
"Il Giorno della Promessa" è un episodio che aggiunge nuovi dettagli alla storia del drago Faust, uno dei protagonisti di Favole del Crepuscolo.
Allora.... Innanzi tutto, cinque stelle e lode, questo ebook è bellissimo! Ammetto di averlo acquistato principalmente perché sono una fan della saga "Favole del crepuscolo", e dunque, volevo saperne di più su Faust... Però, quando ho letto il primo racconto ho capito che quest'autrice ha davvero molto da dare, anche quando affronta argomenti non direttamente collegati alla saga che amo tanto.
Lo scenario "cupo e disperato" è gestito benissimo, assolutamente credibile. Poi però le cose cambiano, in modo inatteso e sconvolgente. Sì, la sinossi anticipa che sarà diverso dai quello a cui siamo abituati, ed effettivamente è così... e l'idea mi è piaciuta tantissimo, così come il modo in cui è stata gestita.
Sorprendente anche il secondo racconto, molto diverso dal primo, ironico al punto giusto.
E poi beh, Faust è Faust, se non lo conoscete, è arrivato il momento.
Lettura consigliatissima!
Formato: ebook
Pagine (previsto): 48
Autore: Aurora Torchia
Prezzo: 0,99
lunedì 8 settembre 2014
Dagger - La luce alla fine del mondo
Figlio di un dio, cresciuto come un ladro. Nascosto da tutti, cercato da ognuno. Il potere dentro si sta svegliando. Sei pronto?
Dagger è un ragazzino di strada, in una città governata da un brutale totalitarismo, venuto al mondo attraverso un rito blasfemo per riportare in vita suo padre. Peccato che il padre in questione è un dio sanguinario la cui anima è stata esiliata all'alba dei tempi per opera del suo fratello e rivale, il dio Angra. Viene nascosto in una gilda di piccoli farabutti, dove una ragazzina albina è l'unico essere che non lo considera un mostro a causa dei suoi occhi rossi. Ma quando i Gorgor, servi del dio esiliato, danno fuoco all'intera città dove è stato nascosto per stanarlo, Dagger capisce che non esiste alcun rifugio per lui.
Sin troppo presto, capirà anche che nessuno può combattere contro se stesso.
Diverso dai soliti fantasy, senza dubbio.
Il mondo in cui vive Dagger sembra un'enfatizzazione delle brutture del nostro. Dopo le prime pagine che narrano "una notte qualsiasi" del ragazzo, fatta di morte, sangue e tormenti vari, mi dicevo "beh, ora salta fuori che lui lotterà per rendere migliori quei luoghi indegni, vuoi vedere?".
Invece no. Ci troviamo improvvisamente in una situazione diversa, che fa presagire un evolversi molto più complesso, che viene sapientemente spiegato poco alla volta.
Nonostante le origini divine, il giovanissimo protagonista mostra inclinazioni decisamente umane, che nulla hanno a che fare con "l'eroe" che ci si aspetta di trovare in un libro fantasy. Dagger si comporta da umano, e lotta per la sopravvivenza, nonostante si trovi in una situazione tale da rendere la morte quantomeno desiderabile... Non dico di più, è bello scoprire come stanno le cose poco alla volta.
Altra nota positiva: il linguaggio utilizzato e i rapporti tra i personaggi sono assolutamente credibili e coerenti con l'ambientazione e le vicende narrate. Una scelta coraggiosa, che ho apprezzato.
Mi aspetto un evolversi interessante, leggerò certamente il seguito.
Consiglio questo libro a tutti coloro che apprezzano i fantasy originali e diversi dal solito.
Formato: ebook
Pagine: 210
Prezzo: 0,00
Autore: Walt Popester
martedì 22 aprile 2014
Bianco e Nero
Sinossi:
GENERE: Epic Romance, Sword & Sorcery
Arret è una terra dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, tranne poche persone particolarmente dotate che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.
La Principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert, il Principe Nero, definito il cattivo per antonomasia, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi.
Ma la loro unione non sarà certo di miele. È chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto, ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.
Fin quando, a un certo punto, si libereranno i poteri dei draghi rimasti assopiti…
Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a vagare per le Terre di Arret per trovare la sua vera essenza magica.
La magia s’insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.
Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate, creature fantastiche e anche un pizzico di ironia.
Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative.
Un romanzo ambientato in un mondo di fantasia, ma dove sono presenti elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri. Qual è il segreto delle Terre di Arret?
Arret: la magia come non l'avete mai vista!
QUARTA DI COPERTINA
Al mondo non esisteva niente di così maestoso e possente.
Regale come una tigre, elegante come un cervo. La pelle di puro rubino. I suoi passi pesanti facevano tremare la terra. Avanzò, fino a fermarsi davanti a Serenia. Gli occhi erano oro liquido. Le froge del naso si dilatavano a ogni respiro, danzando con il petto. La coda avvolta in spire si dispose a terra, in attesa.
“Onus ari Tereni dracoi”.
– Onore a te Principessa dei Draghi! –
Della stessa Saga:
Gilbert (spin off)
Bianco e Nero è disponibile anche in due parti:
Bianco e Nero Parte I - Il potere dei draghi
Bianco e Nero Parte II - I draghi del potere
La mia recensione:
Se al primo volume di "Bianco e Nero" avevo dato solo quattro stelle, ora mi accorgo che l'unica pecca di quel libro consisteva nel fatto che non era, in realtà, il primo volume di una duologia, ma la prima parte di un romanzo! Se nel primo volume restavano irrisolte un po' di questioni, leggendo invece la versione integrale, si riesce a capire che ogni piccolo dettaglio ha un suo perché.Nel complesso, ora posso dire di aver apprezzato tantissimo l'idea che sta alla base del romanzo, il mondo "ucronico" in cui è ambientato, e anche i personaggi, non sono mai scontati.
E' sempre un po' difficile spiegare perché qualcosa ci abbia conquistato senza entrare nei dettagli ( e quindi senza fare spoiler), ma ci tengo a dire che alcuni eventi dell'arco narrativo finale mi hanno lasciata con il fiato sospeso.
Ho adorato i draghi, ma anche in questo caso, preferisco non dire di più :)
Nel complesso, ci tengo a consigliare a tutti di leggere la versione integrale di "Bianco e Nero", o comunque di prendere anche il secondo libro... Se avete letto solo il primo, il meglio deve ancora venire!!
La mia recensione alla parte 1 (QUI)
La tappa di blog tour su questo blog (QUI)
giovedì 13 marzo 2014
I figli di Baal (Vol 1 e 2)
La guida rossa. I figli di Baal
Sinossi:
Cancellate quanto sapete della storia del pianeta: "I figli di Baal. La guida rossa" inaugura la Nuova Era del genere umano. Ispirato ai giochi cult D&D degli anni '90, Diablo e Baldur's Gate, questo urban fantasy si dipana tra Aurigard, la Città d'Oro, e New York poco prima dell'11 settembre. Jason, Sean e Victoria (un negromante, un guerriero bardo e una maga nera) sono condannati a cercarsi tra le ere e le dimensioni, pur essendo una cosa sola. Essi infatti incarnano i tre "aspetti" del dio Baal, un'entità originaria di Venere e parte della Stirpe divina ntidea. Il demone Mephisto, reietto dalla Stirpe, renderà gli esseri umani schiavi di una setta, impedendo ai protagonisti di riunirsi nell'avatar di Baal, l'unico che può distruggerlo. Amore, magia, musica rock ed esoterismo fanno da sfondo alle vicende umane, in una lotta fratricida che rivoluzionerà il modo di pensare di ognuno di noi.La mia recensione:
Questo è probabilmente il sotto genere del Fantasy che più apprezzo: il reale si incastra alla perfezione con il fantastico, e portando avanti la lettura, tutto ciò che fa da sfondo alla vicenda appare sempre più realistico e credibile.
Ho apprezzato molto anche il modo in cui sono delineati i personaggi, specialmente perché anche quelli secondari sono ben caratterizzati, hanno personalità, e si rendono interessanti anche quando occupano uno spazio minimo rispetto agli altri.
Infine, consiglio di leggere per bene le appendici: se durante la narrazione vi siete chiesti come abbia fatto l'autrice a creare un suo universo immaginario tanto complesso senza mai "perdersi" o risultare incoerente, probabilmente la risposta sta nel fatto che si è dedicata a lunghissime ricerche. Ed è bello che renda il lettore partecipe di questo suo percorso "raccontandolo", con poche e semplici parole, e mantenendo sempre il filo che lega tutto questo alle vicende di cui si è letto.
Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere, in particolare se si cerca qualcosa che esca dai soliti schemi!
Recensione più quotata:
Un romanzo liberamente tratto da un grande RPG del passato: "Baldur's Gate".L'autrice si muove sapientemente tra il mondo reale e un mondo immaginario, narrando le reincarnazioni dei Dio Baal (senza l'h stavolta).
La parte con ambientazione contemporanea, con la visione del mondo dell'autrice e il modo in cui vi inserisce i suoi protagonisti, è molto particolare.
In alcune parti la storia poteva essere narrata in maniera forse più fluida e scorrevole, ma può capitare che vi siano passaggi più complessi da narrare rispetto all'insieme generale della trama che scorre bene.
La parte finale, con gli approfondimenti circa le divinità, le classi e altri dettagli, è un'appendice molto utile, elaborata in stile GDR, e rappresenta un interessante complemento narrativo.
I giardini dell'essere. I figli di Baal
Sinossi:
Cancellate quanto sapete della storia del pianeta. "I Figli di Baal" inaugura la Nuova Era del genere umano. Ispirato ai giochi di ruolo cult D&D, "Diablo e Baldur's Gate", prosegue il pluripremiato urban fantasy dedicato al dio di Venere e Atlantide Baal. In questo nuovo ca-pitolo della saga, i protagonisti - il negromante Jason, la maga nera Victoria e il cantante rock Sean affronteranno i loro incubi peggiori, sullo sfondo dell'11 settembre. In dubbio se scegliere il bene o il male, saranno facile preda del demone Mephisto. I ragazzi, tre aspetti di Baal, affronteranno scontri epocali e prove estenuanti: la dipendenza dalla droga, l'Inquisizione, la sete di potere. Eppure, ci insegnano, anche nella situazione più difficile abbiamo tutte le risorse per farcela.La mia recensione:
Nel secondo volume, il "mondo" in cui è ambientata la saga acquisisce maggiore importanza.
Senza mai annoiare, almeno per quello che è il mio gusto personale, le vicende tra "i sette" vengono ulteriormente portate alla luce, mentre i protagonisti acquisiscono poco per volta maggiore consapevolezza... Trovo molto interessante, in particolare, l'evoluzione della protagonista.
Se avete apprezzato il primo volume di questa trilogia, non potete perdervi il secondo.
Io aspetto con tanta curiosità il volume conclusivo!
sabato 22 febbraio 2014
Terre di Arret - blog tour
Oggi ospito la sesta tappa del blog tour di "Bianco e Nero parte II", ovvero la tappa a sorpresa... Per chi si fosse perso le tappe precedenti, eccole qui:
- 18/1 Gilbert e gli altri personaggi maschili (con inediti) BLOG: Atelier di una lettrice compulsiva
- 25/1 Personaggi femminili (con inediti) BLOG: I libri di Lo
- 1/2 Alla scoperta delle Terre di Arret BLOG: Stelle nell'Iperuranio
- 8/2 Bestiario - Le creature fantastiche BLOG: Penna d'oro
- 15/2 Colonna Sonora BLOG: Happy Red Book
- 22/2 Tappa a sorpresa BLOG: Blog in Tour... alla scoperta di artisti indipendenti
- 1/3 Giorno dell'uscita. Recensione in anteprima BLOG: Le passioni di Brully
- 8/3 I "Semi" . Da cosa sono nate le terre di Arret. BLOG: Terre di Arret
Sono stata molto indecisa su quale dovesse essere questa tappa a sorpresa, mi sono venute in mente molte soluzioni, ma la maggior parte avrebbero svelato troppo della trama.
Così ho pensato: perché non loro? I draghi! Nominati fin da principio ma rimasti solo un’ombra, una speranza fino adesso.
Nella seconda parte arriveranno sul serio e saranno una parte fondamentale della storia e, soprattutto, del segreto delle Terre di Arret.
Li osserveremo, li toccheremo, li ‘annuseremo’ e voleremo con loro…
E poi fu un attimo. Williano spiegò le ali, Serenia strinse le gambe attorno al corpo di roccia.
Il drago fece alcuni passi in avanti, le ali batterono una, due, tre volte. E poi un salto, nel vuoto. Lo stomaco si svuotò, lei trattenne a stento un urlo, chiuse istintivamente gli occhi.
Grida di ragazze si persero nelle correnti d’aria, dietro di lei.
Ma il vento che giocava con il suo viso scatenò la sua curiosità. Aprì gli occhi. E fu lo spettacolo più bello del mondo.
Il lago Argio era sotto di loro, l’azzurro dell’acqua si confondeva con quello del cielo. Scorrevano veloci verdi prati e colline. Clivi e declivi. Campi coltivati ed erba libera.
Di fianco arrivò il drago di bronzo, una scultura animata nel cielo, su di lui capelli d’oro e di rame sciolti nel vento. Alla sinistra Juna, il drago nero, sfidava le correnti d’aria. Sulla creatura due figure abbracciate: Sydia con il viso nascosto sulla schiena di Angher.
(Estratto da Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere)
E li sentiremo anche parlare, perché nelle Terre di Arret i draghi sono esseri dotati di parola (e di tante altre cose).
Canteranno anche, una canzone in due strofe. Nella prima è riassunto il segreto delle Terre di Arret. Vorreste leggerla? Niente da fare… ma vi mostro la seconda strofa. Buona visione!
GIFTAWAY
Dal 18 gennaio all’8 marzo si potrà partecipare al giftaway organizzato in concomitanza con il Blogtour.
Sarà possibile partecipare fino al 7 marzo alle ore 23.59.
Il vincitore avrà possibilità di scegliere DUE premi tra:
* Copia cartacea di Bianco e Nero Parte I – Il potere dei draghi
* Copia cartacea di Gilbert
* Copia cartacea di Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere (disponibile da aprile 2014)
* Tazza da colazione Terre di Arret
* Tappetino per il mouse Terre di Arret
Il secondo e terzo vinceranno una copia in formato ebook (libro a scelta fra quelli in palio)
Il vincitore sarà colui o colei che avrà ottenuto il punteggio più alto.
Partecipare è semplice:
Regole obbligatorie:
* Lasciare un commento in almeno UNO delle tappe del Blogtour
* Essere follower del blog dove si lascerà il commento * Essere follower del blog http://terrediarret.blogspot.it/
* Essere fan della pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Terre-di-Arret/129538727212180 (regola valida solo per gli iscritti Facebook)
Come guadagnare punti:
10 punti ogni commento sulle tappe del blog (sarà conteggiato max un commento per ogni blog)
5 punti blog partecipanti al blogtour di cui si è follower.
10 punti per ogni like alla pagina Facebook Terre di Arret
5 punti ogni condivisione sui social network (rendere noto commentando sul blog) (Più condivisioni si fanno più punti si accumulano).
I risultati saranno resi noti l’8 marzo sul blog Terre di Arret.
lunedì 3 febbraio 2014
Racconti delle Lande Percorse
Dopo il successo ottenuto dalla prima edizione del romanzo "Racconti delle Lande Percorse Vol.1 - Come nasce un cavaliere", ecco finalmente su Amazon, al fantastico prezzo lancio di € 0,99, la seconda edizione in formato E-Book integralmente revisionata e con una nuovissima veste grafica ad opera dell'illustratrice Florinda Zanetti! Buona lettura e a presto!
Nella Biblioteca di Palazzo, cuore della Capitale dell’Impero del Sommo Drago, molti codici antichi conservano gesta gloriose che hanno portato al massimo splendore la civiltà imperiale. Un’ombra oscura grava però sul presente: il gemello e rivale Impero del Drago del Profondo incombe per una resa dei conti. I due sistemi, dopo secoli di equilibrio, si affrontano con tutte le forze disponibili: solo il vincitore potrà sopravvivere dalla totale distruzione. In uno scenario, a tratti steampunk, denso di presagi si intrecciano fili narrativi con vari personaggi, semplici o eroici, dediti al servizio del grande ideale. Generali, Draghi, anonimi servitori, consigli di guerra e piani segreti, in un mondo dall'etica incrollabile ma dominato da pulsioni irrefrenabili portano il protagonista, il Cavaliere del Drago d’Oro Hurik Van Gotten a capire come affrontare il massimo appuntamento della sua vita, segnata da una formazione ricca di incontri insoliti e decisivi. Su di lui veglia il Maestro, Lord Karl von Eira, il Paladino della fede, l’unico di cui l’Augusto Sovrano possa davvero fidarsi. Il campo di battaglia è pronto, gli eserciti schierati, ma l’esito rimane incerto. L’inizio avvincente di una trilogia tra onore cavalleresco e rivisitazione della storia. Con un epilogo sorprendente.
Nella Biblioteca di Palazzo, cuore della Capitale dell’Impero del Sommo Drago, molti codici antichi conservano gesta gloriose che hanno portato al massimo splendore la civiltà imperiale. Un’ombra oscura grava però sul presente: il gemello e rivale Impero del Drago del Profondo incombe per una resa dei conti. I due sistemi, dopo secoli di equilibrio, si affrontano con tutte le forze disponibili: solo il vincitore potrà sopravvivere dalla totale distruzione. In uno scenario, a tratti steampunk, denso di presagi si intrecciano fili narrativi con vari personaggi, semplici o eroici, dediti al servizio del grande ideale. Generali, Draghi, anonimi servitori, consigli di guerra e piani segreti, in un mondo dall'etica incrollabile ma dominato da pulsioni irrefrenabili portano il protagonista, il Cavaliere del Drago d’Oro Hurik Van Gotten a capire come affrontare il massimo appuntamento della sua vita, segnata da una formazione ricca di incontri insoliti e decisivi. Su di lui veglia il Maestro, Lord Karl von Eira, il Paladino della fede, l’unico di cui l’Augusto Sovrano possa davvero fidarsi. Il campo di battaglia è pronto, gli eserciti schierati, ma l’esito rimane incerto. L’inizio avvincente di una trilogia tra onore cavalleresco e rivisitazione della storia. Con un epilogo sorprendente.
mercoledì 15 gennaio 2014
The Black Rose Saga - Relationships
Sinossi:
"Che cosa faresti se il passato da cui fuggi cercasse prepotentemente di ostacolare il tuo futuro? Se perdessi tutto ciò che hai di più caro, e cercare disperatamente di riaverlo significasse sacrificare la tua stessa esistenza? A queste domande cercheranno una risposta Sue e Ceile. La prima sarà alle prese con segreti che non vogliono saperne di restare nascosti e che comprometteranno i suoi rapporti con le persone a lei più care, e il secondo - rinunciato a tutto pur di riportare a sé il fratello morto - verrà assalito da dubbi e ripensamenti che mineranno inevitabilmente i già precari equilibri della storia.Volumi attualmente pubblicati di “The Black Rose Saga”: Powers e Relationships.
La mia recensione:
Ho ritrovato in parte l'atmosfera "da manga" che avevo già apprezzato nel primo volume, ma con alcune novità che rendono l'ambientazione più cupa.
Continuo ad amare Sue e Fancy (nella sua follia xD ), ed ho gradito anche l'entrata in scena dei nuovi personaggi.
In questo capitolo appare infatti una "nuova Rosa", un personaggio sul quale spero di scoprire di più.
Ho letto questo libro in un pomeriggio, anche grazie al ritmo incalzante... Che aggiungere? Aspetto il seguito!
lunedì 6 gennaio 2014
Il battito della Bestia - piccolo assaggio di una nuova uscita :)
" - Possiamo parlarne?- le chiese la bimba nel cuore della notte.
Lucilla si svegliò e la vide: risplendeva nella stanza buia.
- Parlarne?- rispose trafelata, senza realizzare del tutto che uno spettro fatto di freddo e di rabbia le stesse gentilmente rivolgendo la parola.
- Ti ricordi di me?- Domandò ancora la Larius. - Anni fa ti chiesi di liberarmi. Ti chiesi di uccidermi. Ora non voglio più morire.-
- Tu sei già morta…- riuscì a dire la Viator."
Lucilla si risveglia dopo la battaglia, incredula, incapace di accettare l'idea che il mondo oltre i confini sia stato dissolto.
Ma le basterà trovare il coraggio di affrontare la situazione, per accorgersi che le due facce della realtà, simbionti e inscindibili, sono soltanto cambiate.
Subito
dopo la prima lotta tra Alchimista ed Eremita, Malvina era fuggita
via senza meta, in preda alla paura. Le bestie correvano per
raggiungere qualcosa oltre il bosco, ma che cosa? Per quale ragione
lasciare la Realtà Complessa era così urgente?
Lei non riusciva a
pensare, tutto era accaduto troppo in fretta: se scappare voleva dire
liberarsi dal dominio dell’Eremita, in fondo era meglio correre e
basta. In quello spostamento di massa, si era all’improvviso
sentita attratta dalla giumenta baia a cui lo Spirito Antico l’aveva
legata. Tra una scarica di adrenalina e l’altra, aveva visto un
timido bagliore di speranza: le bastava ricordare quell’animale
perché qualcosa le si sciogliesse nel petto. Così aveva allungato
le sue falcate, cercando di respirare ancora più a fondo per reggere
lo sforzo. La vista le si stava annebbiando, il corpo le doleva, ma
doveva assolutamente raggiungerla.
La ritrovò ben oltre
il bosco, mentre scalpitava sollevando con gli zoccoli il terreno
paludoso che contraddistingueva le pianure nebbiose. Era sola e si
guardava attorno scattando nervosamente in ogni direzione.
Malvina si avvicinò
piano, convinta che di lei non avrebbe avuto timore: solo poche ore
prima erano state una cosa sola.
A differenza della
donna, però, la cavalla era stata posseduta dalla Realtà Complessa
così a lungo da aver perso quasi completamente la propria forza di
volontà: era fuggita seguendo gli altri animali, ma poi, quando
questi si erano dispersi nella terra delle Rocce Antiche, lei era
rimasta piantata in mezzo alla pianura, senza sapere dove andare o
cosa fare. Ora se ne stava lì, con gli occhi sbarrati, a fissare la
ragazza che le andava incontro come se non ci fosse altro da fare che
lasciarsi prendere.
Malvina non comprese
nulla di tutto ciò ma colse l’occasione: portò i palmi delle sue
mani sul petto della bestia, lasciando che lei poggiasse l’ampia
fronte alla sua capigliatura. Ancora una volta, Malvina si lasciò
travolgere dalle sensazioni dell’ibridazione imminente: i corpi che
premevano e pulsavano l’uno contro l’altro, il calore in centro
al petto, il battito di due cuori diversi che palpitavano all’unisono
per poi congiungersi in uno solo. Malvina tornò a essere una
splendida centaura, ma fu molto diverso dalla volta precedente:
questa volta non fu solo la piacevole sensazione fisica dovuta
all’ibridazione, e la nuova forza che sentiva invadere il suo corpo
non era tutto. Malvina si sentiva libera, completamente libera. Era
certa che, se anche l’Eremita le avesse impartito un ordine, non
avrebbe più potuto imporle nulla.
Senza più preoccuparsi
degli eventi che scuotevano la realtà oltre i confini, Malvina aveva
iniziato a vagabondare per la terra delle Rocce Antiche, senza mai
separarsi dalla sua bestia, e arrivando spesso a trasformarsi
completamente in essa.
La sua esistenza
avrebbe potuto essere molto simile a quella di una Viator Lucis, ma
Moira non poteva scordare che Malvina era una semplice umana: non
poteva cavarsela così, godendosi la vita eterna senza nemmeno aver
fatto pace con la sua precedente esistenza.
Era ormai passato quasi
un anno dalla morte del suo corpo, quando Malvina si trovò a
galoppare in forma ibrida un po’ troppo vicina a un branco di lupi.
Appena oltre le pianure nebbiose, vicino al grande fiume, la
famigliola di predatori sonnecchiava tra i cespugli. Se l’istinto
della giumenta suggeriva di allontanarsi, la mente della ragazza
veniva riportata indietro a dolorosi ricordi: aveva assecondato
Erminio in quella sfida contro Roberto e Francesca, e aveva
minacciato quella donna dai capelli corvini costringendola alla resa.
Il ricordo le provocò una stretta alla gola: probabilmente quei due
Viator avevano fatto una brutta fine, ed era stata colpa della sua
ingenuità.
Malvina si allontanò a
passi lenti, cercando di non fare rumore. Si addentrò nella macchia;
qualcosa le diceva di fermarsi tra gli alberi e stare ancora per un
po’ a osservare quella scena, quella famiglia felice. Se ne rendeva
conto per la prima volta, ma la compagnia della sua giumenta non le
bastava per essere completamente realizzata.
Mentre ci rimuginava
quasi commossa, ripromettendosi di darsi all’incessante ricerca di
altri spiriti umani, un uomo dai capelli lunghi e neri comparve dal
nulla in mezzo al branco di lupi.
Il cuore di Malvina
iniziò a battere forte: forse quelle bestie gli avrebbero fatto del
male, e lei non avrebbe certo potuto difenderlo. Invece i lupi si
svegliarono, si alzarono di scatto e iniziarono a fargli le feste
come un gruppo di innocui cagnolini.
Malvina notò che
quell’uomo era vestito da una pelle di lupo e realizzò che doveva
esser legato a uno di loro come lei lo era alla sua giumenta, ma solo
quando Roberto iniziò a correre verso il bosco, seguito dal branco,
la ragazza lo riconobbe. Il senso di colpa la travolse all’improvviso
e non riuscì a fare a meno di scappare via come se un mostro la
stesse inseguendo.
Il giorno successivo,
così come molti dei seguenti, Malvina era tornata a spiare di
nascosto il branco. Era solo per controllare che quell’uomo stesse
bene, si diceva. Ma appena Roberto si lasciava andare al sonno e
spariva nel nulla, la ragazza si allontanava felice, sorridendo al
ricordo di lui che s’ibridava con la sua bestia, che correva fino a
trasformarsi, che spariva con il resto del branco al suo seguito. Con
il passare dei giorni, dapprima provando un certo imbarazzo, iniziò
a fantasticare sul fatto che probabilmente quell’uomo passava tutte
le notti oltre i confini perché la sua compagna doveva essere morta.
Avrebbe voluto dispiacersi per lei, ma non ci riusciva. Quel che
invece le veniva bene, era immaginare di avvicinarsi a lui e di
consolarlo per la sua perdita, facendogli capire che anche lei era
sola, e sapeva bene cosa volesse dire poter trovare conforto solo
nell’ibridazione con la propria bestia.
Il tempo passava e
Malvina si avvicinava ogni giorno di più, facendosi coraggio e
ripetendosi che quei lupi non le avrebbero fatto niente se Roberto
l’avesse vista. Era passato così tanto tempo che lui certamente
aveva elaborato il lutto per la sua compagna, ed era sicuramente
pronto a scoprire che quella perdita non era imputabile a lei:
l’Eremita l’aveva posseduta e costretta, Roberto doveva capirlo.
Quel che veramente la tratteneva era rendersi conto che quel Viator
era ancora vivo: spariva e compariva a suo piacimento, con molta
regolarità. Questo creava un abisso tra le loro esistenze, e Malvina
non aveva idea di come colmarlo.
Un giorno, si ibridò
con la sua giumenta e decise di avvicinarsi al limite della portata
visiva dell’uomo. Non avrebbe fatto nulla per farsi vedere, ma
l’avrebbe reso possibile.
Il branco di lupi non
era sdraiato accanto al fiume, ma stava arrivando, di corsa, da
lontano. Quella mancanza improvvisa di routine fece traballare la
sicurezza della ragazza che, quasi senza accorgersene, indietreggiò
di qualche passo. Non poteva avere idea della delusione che Moira
aveva intenzione di infliggerle, ma aveva un brutto presentimento.
I lupi bevvero dal
fiume, poi si sdraiarono sulle sue sponde. Malvina aspettava
trepidante che uno di loro riprendesse lentamente le sembianze di
Roberto; amava vederlo in forma ibrida: il suo corpo, normalmente
molto minuto, assumeva un tono decisamente più possente e scultoreo.
Malvina trattenne il respiro quando si accorse che, non solo uno, ma
ben due dei lupi stavano divenendo ibridi. Le bastarono pochi secondi
per capire che uno dei due aveva fattezze femminili; il tempo di
qualche minuto e la ragazza non poté più negarlo: Francesca era
ancora viva o, almeno, esisteva in qualche modo.
Il corpo di Malvina
iniziò a tremare sconvolto, mosso da singhiozzi frenetici e conati
di vomito. Nella sua testa, un solo pensiero rompeva il ronzio
assordante dello stupore, ma lei lo ricaccio indietro, non voleva
sentirlo, non voleva pensare. Iniziò a correre verso le pianure
nebbiose, nell’attesa snervante che la bestia prendesse il
sopravvento. Questo, però, non accadde.
Non poteva accadere,
non era possibile.
Era necessario non
pensare a nulla perché la trasformazione avvenisse, ma Malvina non
riusciva a scacciare via un’inquietante domanda: “Ma come si era
permessa, quella donna, di continuare a esistere?”.
Nei giorni successivi,
Malvina si era sforzata di riprendere l’esistenza libera e senza
pensieri che aveva conosciuto prima di scoprire la presenza di
Roberto. Tuttavia, a cadenze irregolari e sempre più ravvicinate,
mille domande si facevano strada fra i suoi pensieri. Ma era proprio
una cosa seria tra Roberto e Francesca? Ma lei era ancora viva? O era
una Viator Lucis? E perché non era mai andata a trovare il suo
compagno prima di quel giorno? Forse non era una cosa seria, forse
non stavano nemmeno assieme. Non ci volle molto prima che Malvina
ricominciasse a spiare il branco di lupi, dipingendosi in testa
situazioni di ogni genere, in cui l’elemento portante era sempre il
medesimo: sì, Francesca esisteva, e allora? Roberto avrebbe comunque
potuto scegliere lei, quindi doveva trovare il coraggio di farsi
avanti.
Purtroppo, però, la
sua rivale si univa al branco di lupi sempre più spesso. Malvina era
convinta che l’avesse scoperta e che si sentisse minacciata, al
punto da voler controllare più da vicino il suo uomo.
Continuando a spiare
l'ignara coppia in quel modo, giunse il giorno in cui Malvina vide
qualcosa di troppo: Francesca e Roberto lasciarono che i loro corpi
tornassero umani, ma poi non si abbandonarono al sonno per sparire
nel nulla. I due Viator si accomiatarono dal branco facendo molte
cerimonie, come se avessero l’intenzione di non tornare per un
lungo periodo. Stavano per entrare a far parte dell’esercito della
Tempesta e prepararsi alla battaglia contro l’Alchimista, ma questo
Malvina non poteva saperlo. Quel che turbò la ragazza fu vedere il
modo in cui si tenevano la mano in attesa di quel momento importante;
fu il sorriso inequivocabilmente felice di Roberto, nel seguire la
sua donna che si dirigeva al fiume.
Quel sorriso s’impresse
nella memoria di Malvina come una fotografia: perché sorrideva in
quel modo? Lei lo aveva sempre immaginato triste, solo, nostalgico.
In quel momento, avrebbe dato qualsiasi cosa per poter anche solo
immaginare che quel sorriso fosse stato per lei. Ma non c’era alcun
modo: non le era rimasto proprio nulla che potesse servirle a negare
l’evidenza. La centaura scappò nuovamente nel fitto della macchia
boscosa. Questa volta non cercò nemmeno di scacciare l’invidia che
avvelenava la sua mente. Non sapeva nulla di Francesca, eppure, ora
avrebbe voluto essere lei; sarebbe arrivata anche a ucciderla pur di
prenderne il posto. Poi, però, avrebbe dovuto uccidere anche Roberto
per aver scelto lei, avrebbe dovuto distruggere ogni cosa riguardasse
quella coppietta così insopportabilmente felice.
Era arrabbiata,
distrutta.
Non si stupì per nulla
di non riuscire a raggiungere la trasformazione in bestia: questa
volta non voleva nemmeno provarci a smettere di pensare, qualcosa la
faceva credere che, continuando a rimuginare, poi si sarebbe sentita
meglio.
Entropia volle che,
circa due giorni dopo, Malvina si trovasse a galoppare in preda alla
rabbia proprio vicino al bosco che segnava il confine tra Rocce
Antiche e Realtà Complessa. La centaura passò ancora una volta quel
confine, convinta che, se c’era un posto dove Francesca e Roberto
non sarebbero mai andati, era proprio quello. Voleva esser certa di
non vederli mai più, neanche per caso, neanche da lontano. Mentre
camminava decisa in mezzo a quel deserto buio, le immagini dello
scontro con i due Viator si riproponevano alla sua mente ma, questa
volta, non provocavano in lei alcun rimorso. Ricordava Erminio che
feriva Roberto, e si chiedeva se anche lei avrebbe potuto
padroneggiare così bene i poteri di quelle terre. Immaginò di
tornare a quel giorno e di trafiggere il petto di Francesca con una
scarica elettrica. Sicuramente quel pazzo di Roberto avrebbe pianto
per lei, e allora sarebbe stato bello mettere a tacere le sue lacrime
nello stesso modo. Solo per un secondo, si chiese se fossero state
quelle terre a renderla malvagia, o se, invece, lo fosse sempre
stata. In fondo, quante volte, dietro ai suoi sorrisi, aveva celato
una profonda invidia nei confronti di suo fratello?
In un momento
differente, quei pensieri brutali avrebbero smesso presto di
offuscarle la mente. Malvina era sempre stata di natura ambiziosa, e
una persona ambiziosa, costantemente in compagnia di un fratello
Viator, trasforma quasi per forza la brama di miglioramento in pura
invidia. Avrebbe potuto gestire ancora una volta quel sentimento e
andare avanti, se Entropia non l’avesse condotta in quei luoghi
proprio quel giorno.
Mentre la delusione
amorosa le faceva immaginare soluzioni drastiche, la polvere della
Realtà Complessa individuava la sua presenza e iniziava a
ricoprirla, ancorandole gli zoccoli al terreno per impedirle la fuga.
La centaura si ritrovò
all’improvviso coperta di metallo. Aveva una lunga spada sottile
appesa al fianco, e le sue zampe galoppavano verso Erminio, senza che
lei potesse evitare in alcun modo di seguire il resto dell’esercito.
Non aveva idea di cosa
stesse accadendo, ma non aveva importanza: quando si perde
completamente il controllo del proprio corpo e delle proprie azioni,
niente ha più importanza.
Quando il nulla iniziò
a divorare la realtà oltre i confini, i malcapitati seguaci di
Erminio furono tra i primi esseri a dissolversi e perdere
definitivamente coscienza di sé. Malvina li vide scomparire a uno a
uno, ma non sentì il bisogno di fuggire o darsi spiegazioni. Solo
quando anche Erminio scomparve, la centaura venne presa dal panico e
sentì il suo cuore battere per l’ultima volta.
Ma Malvina ed Erminio
non cessarono di esistere: la loro perdita di coscienza fu
relativamente breve, ed entrambi si risvegliarono in una gelida
notte, in un posto che lei conosceva bene.
lunedì 16 dicembre 2013
La mia saga preferita
Ricordo che quand'ero bambina non riuscivo a capire perché mia madre si affezionasse così tanto ai personaggi delle serie TV. A volte arrivava persino a piagnucolare se il tal personaggio si comportava male, altre volte si lanciava in vere e proprie sfuriate contro il regista che, infido, decideva che una coppia si sarebbe lasciata, o peggio, che qualcuno doveva morire.
Non capivo, non capivo e basta.
Io la televisione non l'amavo. Io amavo i libri.
Una volta raggiunta l'adolescenza, frequentando altri libro-maniaci, mi resi conto che ancora qualcosa mi sfuggiva: i miei amici, a modo loro, erano come mia madre con le sue adorate serie televisive. Come potevano apprezzare così tanto quei libri non autoconclusivi, a puntate, dove sembrava non ci fosse mai un vero finale? Come potevano amarli così tanto da dare di matto durante l'attesa che separa un volume dall'altro?
Poi un bel giorno ho capito.
Ho iniziato a leggere un libro "fantasy", tra l'altro prevenuta nei confronti di questo genere che consideravo da bambini, e mi sono sentita coinvolta a tal punto che finalmente ho capito. Perché leggendo quel libro meraviglioso, non mi sono limitata a ridere, piangere e viaggiare attraverso le parole scritte, ma per la prima volta ho capito cosa volesse dire affezionarsi davvero ai personaggi.
Volevo sapere di più.
Volevo saperne ancora.
Mi chiedevo, paradossalmente, cosa quei personaggi stessero facendo in quel momento.
Ero davvero FELICE che la storia avesse un seguito, sentivo di volerne leggere altri cento, altri mille, di quei libri. Volevo che mi accompagnassero per tutta la vita, volevo che quei personaggi fossero con me ovunque.
"É perché quei personaggi hanno un'anima" mi ha detto un'amica, anche lei reduce dalla lettura del primo volume di Nuova Galatia.
Già.
Hanno un'anima, nulla da ridire.
Ed è per me qualcosa di bello e di incomprensibile allo stesso tempo.
Ricordo, un mesetto fa, una discussione su un gruppo Facebook, un gruppo per autori e aspiranti tali. Si parlava di esempi da seguire, e tra nomi grossi e grossissimi, io ho menzionato Mara Fontana: perché se mai riuscirò a dare anch'io questa cosa chiamata "anima" ai miei personaggi, allora saprò di aver raggiunto un traguardo meraviglioso.
Purtroppo ho avuto l'impressione che il nome da me citato sia stato completamente ignorato dai presenti... E mi sono accorta di una cosa, che già in realtà sospettavo: questa autrice non è abbastanza conosciuta. E forse a lei non frega nulla, ma a me sì: perché se non siete mai riusciti ad innamorarvi di un personaggio di fantasia, vi state perdendo qualcosa :), dico davvero. E forse leggere "Nuova Galatia Saga" può fare per voi lo stesso miracolo che ha fatto per me.
Per saperne di più:
martedì 3 dicembre 2013
I custodi della notte
“Lui era di nuovo
lì. La sua voce calda e melodiosa la stava chiamando, la sua mano,
nel buio della notte, la stava cercando. E il suo corpo di nuovo
rispondeva a quel richiamo; il cuore iniziava a battere forte nel
petto, le mani sudavano, ogni singolo nervo e muscolo si irrigidivano
e le sue gambe iniziavano a muoversi verso la sua voce per
raggiungerlo e poterlo toccare.
Finalmente le loro
mani si incontrarono e a quel contatto una scossa elettrica percorse
i loro corpi. Non riusciva a vederlo, come non c’era mai riuscita
prima di allora, a causa del buio che li circondava; sentiva solo la
sua mano forte e calda che la stringeva e il suo corpo così vicino
che poteva sentire il profumo della sua pelle, quella particolare
fragranza di abete e pioggia che mandava in tilt tutti i suoi sensi.
Parlarono come
sempre per tutta la notte finché lui non si alzò, e senza dire una
parola le lasciò la mano e fece per andarsene
-Chris, ti prego,
questa volta non te ne andare. Almeno, fammi vedere il tuo viso.
Lui si avvicinò e
senza dire una parola le prese il viso tra le mani. Anne poteva
sentire il suo caldo respiro a pochi centimetri dalla sua bocca e non
poté fare a meno che chiudere gli occhi mentre le loro labbra si
univano in un timido bacio, più lieve di una carezza. Poi
all’improvviso lui non c’era più.
In quel preciso
istante, Anne si svegliò.
-Chris!- chiamò
agitata.
Le ci volle un po’
per ricordare dove fosse realmente. Stropicciò gli occhi cercando di
abituarli alla prima luce del mattino e finalmente si ricordò di
essere nel suo letto, in camera sua.
-Dannazione! Ancora
lo stesso sogno.
Era ormai un mese
che Anne ogni notte faceva lo stesso sogno. Non cambiava mai niente,
ogni minimo particolare sempre identico a sé stesso. Mai una volta
era riuscita a vedere in faccia quel misterioso ragazzo e al suo
risveglio, anche se non ricordava nemmeno una parola di ciò che si
erano detti per tutta la notte, ricordava ancora molto bene la sua
voce profonda, il calore della sua pelle, la freschezza del suo
profumo, la morbidezza delle sue labbra e il suo nome: Chris”
Manuela Dicati ha da poco pubblicato in formato e-book il suo primo libro: I Custodi della Notte.
Si tratta di una storia d'amore sullo sfondo di un mondo popolato da vampiri, streghe e stregoni.
Manuela vuole iniziare un blog tour, ed ha deciso di iniziare proprio presentando il suo lavoro qui, su blog in tour!! Se l'estratto vi ha incuriosito, potete scaricare l'ebook dalle maggiori piattaforme, tra cui Amazon, Mondadori, Feltrinelli.
Sinossi:
Anne è una ragazza come tante e a 23 anni ama due cose nella vita: la musica, per cui ha uno straordinario talento, e Chris, il ragazzo dolce e bellissimo che le ha rubato il cuore. Ogni notte i due giovani si incontrano e si scambiano un tenero bacio, ma Chris…nella realtà non esiste. E’ solo il frutto della sua fantasia e dei suoi sogni. Un giorno, tornando a casa dal lavoro sotto un diluvio infernale, Anne si scontra con un ragazzo e con grande sorpresa scopre che è proprio lui: Chris.
Da quell’incontro la vita e il mondo di Anne vengono completamente stravolti. Tra Vampiri, streghe, sette millenarie, profezie e combattimenti, la ragazza viene catapultata in una realtà ben diversa da quella che ha sempre conosciuto e si chiede se una semplice umana è in grado di farne parte. Ma forse…Anne non conosce completamente se stessa, perché le cose, anche le più semplici, non sono mai ciò che sembrano.
venerdì 22 novembre 2013
Bianco e Nero parte I - Il potere dei draghi (Arret Saga)
Sinossi
GENERE: Epic Fantasy, Sword & Sorcery , Dark Romance
E se il principe non fosse azzurro? Ma nero come la notte?
A questa domanda si troverà a dover rispondere Serenia, giovane principessa delle Terre di Arret.
In un mondo che è fuori dal tempo conosciuto ...
In un mondo che è fuori dallo spazio conosciuto ...
Arret è una terra dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, ad eccezione di poche persone particolarmente dotate, che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.
La principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert il principe nero, bello e tenebroso, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi.
Ma la loro unione non sarà certo di miele. E’ chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto, ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.
Fin quando, ad un certo punto, si libereranno i poteri dei draghi rimasti assopiti...
Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a vagare per le Terre di Arret per trovare il suo vero io.
La magia si insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.
Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate e anche un pizzico di ironia.
Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative.
Una curiosità: pur essendo un racconto ambientato in un mondo fantastico, vengono nominati elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri.
Arret Saga:
Gilbert (spin off )(26 luglio 2013)
Le prime 125 pagine di Bianco e Nero Parte I – Il potere dei draghi riscritte dal punto di vista di Gilbert.
Trama: Gilbert: è il principe erede al trono del Regno Nero. Freddo, spietato, potente. Ha un’anima di drago e il cuore di un predatore. Riusciranno la semplicità e l’ingenuità di Serenia, la principessa del Regno Bianco, a scalfire il suo cuore di ghiaccio?
Estratto: “Cosa c’è?” le chiese dolcemente.
Lei lo guardò con i suoi gustosi occhi di cioccolato. Le labbra inarcate tra il sorriso e l’incertezza.
“Principe, mi hai rubato l’anima con il cielo tempestoso dei tuoi occhi” rispose lei in un morbido sussurro.
Lui osservò il dito di lei avvicinarsi al suo viso, lo sentì scorrere leggero sulla propria guancia e raggiungere le proprie labbra “sei affascinante e pericoloso come un temporale estivo” continuò lei.
“Dici che sono pericoloso principessa?” disse lui afferrandole i polsi con fermezza “non puoi immaginarti quanto”.
Lo avete amato. Lo avete odiato. E se non lo conoscete non vi potrà lasciare indifferenti.
Bianco e Nero Parte II - I draghi del potere (Winter 2013)
La mia recensione
Un mondo che pare essere una realtà alternativa, totalmente distaccata da quella in cui viviamo, ma dove di tanto in tanto saltano fuori elementi che lasciano intendere che non sia proprio così... Questo aspetto mi ha incuriosita molto, spero di capire meglio nel prossimo libro quello che qui ho solo intuito.
Piacevolissimo "l'arrivo della magia", poiché di vero e proprio arrivo si tratta: ben spiegato, mai pretenzioso, a tratti quasi ludico, ma sempre ben contestualizzato. Perché ad Arret la magia diventa un bene di tutti, e questo rende l'ambientazione ancora più originale. Sono curiosa di vedere come prosegue...
Recensione più quotata
Devo dire che, sopratutto all'inizio, la storia si è dimostrata all'altezza delle mie aspettative. Il protagonista maschile, Gilber, è veramente affascinante, ma non vi anticipo altro.
Nella seconda parte il romanzo prende una piega diversa, in certi punti si perde un po', ma ci fa entrare in un mondo pieno di magia e di strane creature.
Ho apprezzato molto questa storia (che è solo la prima parte), difatti il finale rimane aperto.
La consiglio quindi a tutti gli amanti del genere.
martedì 22 ottobre 2013
Le Cronache di Ériu - La Faida
Sinossi
Sara è una giovane scrittrice squattrinata, presa dalla stesura del suo nuovo romanzo. Una mattina, al risveglio nel suo monolocale, si ritrova misteriosamente davanti Cal, il protagonista della sua storia, che, spaesato, dopo aver scoperto di essere parte del suo manoscritto, cerca di strangolarla in quanto fonte di tutti i suoi guai.
Cos'è dunque uno scrittore? Un creatore, divinità di un mondo parallelo scaturito dalla sua penna, o un semplice visionario, capace di gettare un fugace sguardo in altri mondi?
La mia recensione
Lo stile di quest'autrice è praticamente perfetto, in questo libro non ho trovato nemmeno una singola frase che non fluisse piacevolmente, tanto che ho divorato il romanzo in due giorni appena!
La storia è assolutamente originale: inizia bene, quando ci troviamo nei panni di una scrittrice che cerca di dar forma alla storia che ha in mente, prosegue rapida con l'arrivo di Call, che sembra comparire dal mondo immaginario di Sara... Fino all'inaspettato colpo di scena, quando scopriamo che le cose non sono semplici come potevano sembrare. A questo punto la trama si complica, ma il libro continua a tenerci attaccati alle sue pagine fino alla fine.
Lettura davvero consigliata, soprattutto a chi cerca un fantasy un po' diverso dai soliti!
Recensione più quotata
Questo è il secondo libro che leggo della Cioce, e ancora una volta sono rimasta piacevolmente colpita dall'orginalità della storia, in un mercato editoriale dove ormai vanno avanti solo le solite fuffe trite e ritrite. Da quando mi sono affacciata al Self Publishing, ho potuto amaramente constatare come i veri talenti vengano oscurati dai soliti volti noti. Ed è un peccato.
Comunque, mi permetto di valutare il libro in questione discernendo stile da trama. Lo stile è, ancora una volta, scorrevole, piacevole e fresco, senza troppi fronzoli inutili che spesso risultano pacchiani e forzati. L'italiano è perfetto, sia nella grammatica che nell'ortografia, e mai ci si imbatte in frasi fuori luogo o eccessivamente altisonanti per la situazione. Quando parla Sara, le scene sono descritte nel modo più realistico possibile, come se fosse un qualunque nostro contemporaneo a viverle; quando si passa al POV di Cal, lo stile assume un tono più aulico ma semplice, in quanto in accordo con la cultura e la mentalità del personaggio. Non è facile cambiare continuamente stile, soprattutto quando ci si deve immedesimare in un contesto che non si è vissuto direttamente.La trama è molto originale, con innumerevoli rimandi alla cultura e mitologia celtica. La storia viene narrata attraverso l'alternanza di 2 POV [Point Of View] principali, a cui se ne aggiunge un terzo verso la fine del romanzo. L'idea è molto originale e, personalmente, l'ho trovata molto ben sviluppata. In ogni momento il lettore riesce a empatizzare perfettamente con il personaggio, "legge" la sua mente e comprende appieno il punto di vista dello stesso. Geniale!
Forse l'unica pecca, ma si tratta di un mero gusto personale, riguarda l'eccessiva importanza data alla storia d'amore dei personaggi principali. Io, personalmente, non apprezzo molto i romance, ma sono sicura che gli appasionati del genere non concorderanno con me :)
Aspetto con impazienza il seguito, il cliffhanger finale mette curiosità :)
martedì 8 ottobre 2013
Fantasy Selfpublishers: L'Angolo al Veleno
Fantasy Selfpublishers: L'Angolo al Veleno: Come concepire una buona storia Benvenuti alla prima puntata di questa simpatica e zuccherosa rubrica! Se state leggen...
giovedì 29 agosto 2013
Favole del crepuscolo
Sinossi:
Favole del Crepuscolo è il mio primo romanzo fantasy, scritto insieme a mio fratello Alessandro: entrambi appassionati del genere, abbiamo tentato di fondere insieme gli elementi che più ci piacevano e allo stesso tempo creare qualcosa di diverso dai classici del genere.
Non so dire se siamo completamente riusciti nell’intento di creare qualcosa di originale, ma di certo continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo!
Io sono sempre stata affascinata dal concetto di “freak” (o “mostro”, anche se questa è una brutta traduzione), inteso come essere diverso, e quindi emarginato dalla società che si autodefinisce normale: i miei scritti sono sempre popolati di queste creature, che però io forzo a convivere con il resto del mondo. Il freak in letteratura ha raramente una sorte felice – basta guardare opere come Il Fantasma dell’Opera o Frankenstein per farsi un’idea – ma io voglio che finalmente gli venga data la possibilità di vivere insieme agli altri, di portare la propria diversità nella società come un arricchimento, non come un difetto.
Anzi, molto di più.
Voglio una società in cui l’essere diversi è la norma, non l’eccezione.
Siamo in un 2010 che non è esattamente il nostro, su un pianeta Terra simile ma non precisamente uguale a quello a cui siamo abituati: gli esseri umani sono costretti a una forzata convivenza con il mondo del sovrannaturale, così come la natura è costretta a una forzata convivenza con una tecnologia sempre più mostruosa e invadente.
In una Venezia che diventa qui emblema dell'unione tra mondi opposti e in conflitto, si muovono la protagonista Gaia e i suoi due migliori amici, Emma e Dario: tre ragazzi normalissimi alle prese con esseri che hanno ben poco di normale, in una situazione che sfuggirà loro sempre più drammaticamente di mano di capitolo in capitolo.
Creature che non avrebbero mai dovuto mettere piede in città sono infatti strisciate tra le calli di Venezia, sfuggendo persino agli occhi sempre vigili dei signori immortali che la governano. L'obiettivo che muove questi ospiti sgraditi non è chiaro: l'unica certezza è il loro interesse per Emma e Dario, appena tornati da un viaggio di studio all'estero. Viaggio di studio da cui sono tornati con due nuovi, misteriosi amici.
Molte lezioni attendono Gaia, che dovrà imparare molto rapidamente cosa significhi davvero la parola magia, se vorrà salvare sé stessa e chi le sta intorno.
Però, la lezione più dura di tutte sarà che sono proprio le persone che più amiamo quelle che spesso ci nascondono i segreti più terribili...
La mia recensione:
Questo libro è stata una sorpresa continua. Pagina dopo pagina, quello che sembrava essere lo stesso mondo in cui vivo tutti i giorni, si rivelava in realtà qualcosa di diverso e totalmente inaspettato.
Credo che quella di "favole del crepuscolo" sia l'ambientazione più originale in cui mi sia capitato d'immedesimarmi leggendo un libro.
Siamo in Italia, a Venezia, ma ci troviamo in una realtà parallela dove la storia è andata un po' diversamente... E dove il soprannaturale è qualcosa di "naturale", conosciuto, tanto che gli studenti universitari possono studiare "Tecnomagia", i non morti possono essere a capo di una repubblica e... Non dico altro per evitare spoiler.
Lo consiglio a tutti coloro che, come me, apprezzano tutto ciò che esce dagli schemi :)
Recensione più quotata:
Libro longevo ed originale. I personaggi mi hanno fatto pensare ai manga e agli anime giapponesi. Si parla di vampiri e altre creature (fate, zombie, mannari ... ) ma in un modo del tutto nuovo. Anche l'ambientazione è particolare: una Venezia moderna e anomala. Peccato di aver sentito la mancanza di un pò di descrizioni a "5 sensi" (con colori, profumi etc.). Consigliato comunque a chi cerca qualcosa di atipico e non ha paura dei mostri.
Favole del Crepuscolo è il mio primo romanzo fantasy, scritto insieme a mio fratello Alessandro: entrambi appassionati del genere, abbiamo tentato di fondere insieme gli elementi che più ci piacevano e allo stesso tempo creare qualcosa di diverso dai classici del genere.
Non so dire se siamo completamente riusciti nell’intento di creare qualcosa di originale, ma di certo continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo!
Io sono sempre stata affascinata dal concetto di “freak” (o “mostro”, anche se questa è una brutta traduzione), inteso come essere diverso, e quindi emarginato dalla società che si autodefinisce normale: i miei scritti sono sempre popolati di queste creature, che però io forzo a convivere con il resto del mondo. Il freak in letteratura ha raramente una sorte felice – basta guardare opere come Il Fantasma dell’Opera o Frankenstein per farsi un’idea – ma io voglio che finalmente gli venga data la possibilità di vivere insieme agli altri, di portare la propria diversità nella società come un arricchimento, non come un difetto.
Anzi, molto di più.
Voglio una società in cui l’essere diversi è la norma, non l’eccezione.
Siamo in un 2010 che non è esattamente il nostro, su un pianeta Terra simile ma non precisamente uguale a quello a cui siamo abituati: gli esseri umani sono costretti a una forzata convivenza con il mondo del sovrannaturale, così come la natura è costretta a una forzata convivenza con una tecnologia sempre più mostruosa e invadente.
In una Venezia che diventa qui emblema dell'unione tra mondi opposti e in conflitto, si muovono la protagonista Gaia e i suoi due migliori amici, Emma e Dario: tre ragazzi normalissimi alle prese con esseri che hanno ben poco di normale, in una situazione che sfuggirà loro sempre più drammaticamente di mano di capitolo in capitolo.
Creature che non avrebbero mai dovuto mettere piede in città sono infatti strisciate tra le calli di Venezia, sfuggendo persino agli occhi sempre vigili dei signori immortali che la governano. L'obiettivo che muove questi ospiti sgraditi non è chiaro: l'unica certezza è il loro interesse per Emma e Dario, appena tornati da un viaggio di studio all'estero. Viaggio di studio da cui sono tornati con due nuovi, misteriosi amici.
Molte lezioni attendono Gaia, che dovrà imparare molto rapidamente cosa significhi davvero la parola magia, se vorrà salvare sé stessa e chi le sta intorno.
Però, la lezione più dura di tutte sarà che sono proprio le persone che più amiamo quelle che spesso ci nascondono i segreti più terribili...
La mia recensione:
Questo libro è stata una sorpresa continua. Pagina dopo pagina, quello che sembrava essere lo stesso mondo in cui vivo tutti i giorni, si rivelava in realtà qualcosa di diverso e totalmente inaspettato.
Credo che quella di "favole del crepuscolo" sia l'ambientazione più originale in cui mi sia capitato d'immedesimarmi leggendo un libro.
Siamo in Italia, a Venezia, ma ci troviamo in una realtà parallela dove la storia è andata un po' diversamente... E dove il soprannaturale è qualcosa di "naturale", conosciuto, tanto che gli studenti universitari possono studiare "Tecnomagia", i non morti possono essere a capo di una repubblica e... Non dico altro per evitare spoiler.
Lo consiglio a tutti coloro che, come me, apprezzano tutto ciò che esce dagli schemi :)
Recensione più quotata:
Libro longevo ed originale. I personaggi mi hanno fatto pensare ai manga e agli anime giapponesi. Si parla di vampiri e altre creature (fate, zombie, mannari ... ) ma in un modo del tutto nuovo. Anche l'ambientazione è particolare: una Venezia moderna e anomala. Peccato di aver sentito la mancanza di un pò di descrizioni a "5 sensi" (con colori, profumi etc.). Consigliato comunque a chi cerca qualcosa di atipico e non ha paura dei mostri.
martedì 13 agosto 2013
Yinger e l'antico tomo
“Dirle tutta la verità, dirle tutta la verità, dirle tutta la verità, urlò una voce dentro di lui.
«Io ti amo, Yinger!» e l’abbracciò senza esitazione.
Lei si ritrovò tra le sue braccia, ma non ricambiò il suo gesto. Una lacrima le scese lenta sulla guancia e si nascose sotto il mento.
«Non l’hai capito? Non posso vivere senza di te. Senza la tua presenza accanto alla mia! Perché dovrebbe sorgere il sole in cielo, o esserci la luna se tu non ci sei? Cosa contano per me le nuvole che oscurano una bella mattina primaverile di sole se tu non sei con me? Nulla è degno di essere vissuto, nemmeno la mia vita, se tu non sei al mio fianco!» continuò imperterrito il ragazzo.”
Leggo quest'estratto e mi chiedo: chi è Yinger? E chi si sta straziando per lei in questo modo?Fortuna che Teresa Di Gaetano, è venuta qui a presentarci il suo “Yinger e l'Antico Tomo" , volume che fa parte della saga “La sabbia delle streghe”.
Teresa, benvenuta su blog in tour :)
Prima di tutto, voglio farmi un'idea generale: com'è strutturata la tua saga?
Ciao Noemi e grazie che mi ospiti nel tuo bellissimo blog. La saga de La sabbia delle streghe nasce nel 1994 quando ho iniziato a scrivere il primo libro (La leggenda di Primrose). Allora, avevo pensato di scrivere solo cinque libri sulla storia della principessa Primrose, poi però scrivendo il secondo volume della saga (Alla ricerca dei ricordi) mi sono venute in mente tante belle idee, e così ho pensato ad altri volumi. Forse non ci crederai ma erano ben quattordici. Ultimamente, lavorando al terzo volume della saga (Primrose) ho deciso di ridurre la storia della principessa in una trilogia. E, quindi, conti alla mano, adesso in totale la saga si compone di dodici libri. I primi tre parlano appunto delle avventure della principessa Primrose, tutti gli altri, invece, trattano di eroine esterne alla saga, ma le loro avventure sono ambientate nel magico mondo de La sabbia delle streghe. Essendo delle eroine “staccate” dalla saga principale, quella cioè di Primrose, ho potuto scriverle separatamente. Ecco perché ho potuto pubblicare “Yinger e l’Antico Tomo” prima del secondo volume della saga. Perché il romanzo non si rifà alla storia di Primrose (viene fuggevolmente citata), ma tratta le gesta di questa maga dueng alle prese con un Antico Tomo che deve portare nella città di Akyab per la salvezza della stessa.
Ed ora... Chi è Yinger? Il suo nome ha qualche significato particolare? Come ti è venuta l'idea per questo personaggio e, in generale, per la storia?
Yinger è una maga dueng, un particolare tipo di maga. In pratica, non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne ai maghi come lei, altrimenti perde i suoi poteri. Ma apprende questa notizia dalla nonna in punto di morte, nonna che l’ha allevata come una figlia, essendo sua madre morta nel darla alla luce. Quindi, fino all’età di diciannove anni è vissuta senza avere consapevolezza dei suoi poteri, come una ragazza normale e con due amici: il mago Aless e il bel tenebroso Mark.
Yinger è nata per caso. Quando ho un po’ di tempo libero mi piace bazzicare nei Forum di scrittura. Mi sono imbattuta per caso in un Forum fantasy e non ho resistito al fascino di giocare a un GDR (gioco di ruolo). Per partecipare a un gioco di ruolo occorre inventarsi prima una scheda-personaggio. Fin qui nulla di particolarmente difficile, solo mi mancava il nome. Così ho sfogliato la bibliografia di un libro e tra i tanti cognomi che ho letto “Yinger” è stato quello che mi ha colpito di più. La stessa identica cosa è accaduta per “Rosehan” (un’altra eroina della saga), quindi gioco di ruolo, scheda personaggio e nome attinto dalla bibliografia del libro.
Chi è che sostiene che “ nulla sia degno di essere vissuto, nemmeno propria vita, se Yinger non è al suo fianco”?
Beh... dopo il gioco di ruolo che ho totalmente abbandonato per dedicarmi ad altro, mi sono imbattuta in un corso on line tenuto dalla scrittrice Moony Witcher. Mi sono iscritta subito. Nel secondo livello la scrittrice lasciava delle tracce per scrivere una storia a proprio piacere. Io ho pensato di rifarmi alla mia storia del GDR, e così grazie alle tracce lasciate dalla scrittrice ho sviluppato anche altri personaggi, fra questi il mago Aless. Aless è un ragazzo-mago, amico d’infanzia di Yinger. Lui la ama, ma lei non ricambia affatto il suo amore. Verso la fine del libro, si decide finalmente di dichiararsi apertamente. E queste sono appunto le parole che le dice (forse un po’ disperato perché sa che non è ricambiato) per dichiararsi alla ragazza.
Tu e la protagonista: quanto di te, c'è in lei?
Mah! Tutti i personaggi credo creati da uno scrittore somigliano un pochino a chi li ha creati. Penso un pizzico di altruismo. Ecco. Sì... perché Yinger è molto altruista. Io lo sono, non al suo livello (è un po’ idealizzato). E poi anch’io ho vissuto storie d’amore non ricambiate. Nel libro c’è una sorta di lieto fine se si può definire così riguardo alla storia d’amore tra Aless e Yinger. Però rimane sempre lo sfondo del dramma, come è poi una storia d’amore non corrisposta.
A quando la tua prossima pubblicazione?
Oh! Spero prestissimo. Intanto, volevo dire che sto lavorando ad un altro libro della saga (Milmay, la nuova regina) che si riallaccia molto al secondo e, a differenza di Yinger, sta venendo molto ispirato. E di questo ne sono davvero entusiasta. Contemporaneamente, sto correggendo “Rosehan e la spada di Shanas”, anche se penso ormai di far uscire entro quest’anno “Alla ricerca dei ricordi”. Il mio impegno, dunque, è rivolto a fare uscire entro quest’anno altri due libri della saga. Non so se ci riuscirò, perché non dipende solo da me. Io personalmente ci sto provando... Volevo aggiungere che Yinger oltre che su Amazon sarà presto disponibile in formato cartaceo (spero alla fine di Agosto) per la Youcanprint, quindi ho pensato anche agli amanti del cartaceo come me! Per quanto riguarda gli altri libri della saga, credo però che non saranno pubblicati su Amazon, ma solo in formato cartaceo con la Youcanprint.
Ti ringrazio per la tua disponibilità.
Ora, qualche altra informazione utile:
Sinossi:
Yinger è una maga dueng, un scuola di magia molto particolare. Non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne alle persone con le sue stesse capacità. La pena se trasgredisce sarebbe la perdita dei suoi poteri.
La rivelazione di chi lei sia realmente e delle regole a cui deve sottostare, le sarà fatta dalla nonna, in punto di morte. Ma questo non sarà l’unico segreto che le verrà svelato, infatti Yinger conoscerà qual è il suo destino: portare il leggendario Antico Tomo ad Akyab per salvare la città.
Riuscirà la ragazza a portare a compimento la sua missione o il temibile Zhoseng glielo impedirà? Scopritelo in questo avvincente romanzo fantasy dal chiaro sapore genuino, dove magia, mistero e amore si intrecciano per dar vita ad un’avventura emozionante.
Consigliato agli adolescenti e a quegli adulti che amano le storie fantasy per ragazzi.
E per non perderci nulla, possiamo seguire Teresa sul blog ufficiale della saga:
http://lacrimedicristallo.blogspot.it/
Sulla sua fan page:
Sulla sua fan page:
https://www.facebook.com/pages/La-sabbia-delle-streghe/527478860611125
O ancora, sul suo diario personale “Il diario di Teresa”:
http://ildiarioditeresa.wordpress.com/
Nota: la copia in formato e-book su Amazon è in promozione per tutto il mese di Agosto: costa solo 0,97 € anziché 2,69 €.
O ancora, sul suo diario personale “Il diario di Teresa”:
http://ildiarioditeresa.wordpress.com/
Nota: la copia in formato e-book su Amazon è in promozione per tutto il mese di Agosto: costa solo 0,97 € anziché 2,69 €.
lunedì 12 agosto 2013
La maschera di Pazuzu
Sinossi:
Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.
Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.
Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.
Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.
Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…
La mia recensione:
Ho letto questo libro molto volentieri, velocemente, con la curiosità che cresceva sempre più...
Prima di tutto, ho adorato il protagonista: leggendo le prime pagine, Silio sembra il classico stereotipo dell'uomo di mezza età che ha perso la voglia di vivere, con una famiglia disastrosa, un ambiente di lavoro altrettanto mal messo, il vizio del cibo, del fumo e dell'alcool. Ma proseguendo, ci si rende conto che lui non è solo questo: pur apparendo il più improbabile prescelto per una storia fantasy, si troverà a prendere decisioni non facili, e lo farà nel modo giusto.
Tutti i personaggi che gli girano attorno, sono ugualmente realistici, sono persone normali che si trovano in un contesto straordinario, ed ho avuto l'impressione che le loro reazioni fossero sempre coerenti e realistiche.
Altra cosa che ho apprezzato particolarmente, è il contesto: all'inizio ci ho visto qualche caratteristica dell'horror... Ma il vero "horror", è quello che Silio e gli altri si trovano ad affrontare nel mondo di tutti i giorni, mentre l'inquietante maschera di Pazuzu, finirà per condurli a scoprire una realtà straordinaria....
Recensione più quotata:
Innanzi tutto Silio: l’anti-eroe per eccellenza, una figura di tutto rispetto! Niente di belloccio, tartarugato, giovane, forte, onnipotente, onnisciente, superdotato, ma un uomo medio (o mediocre) che ha fatto del comunismo la sua fede e del cinismo la sua passione (tradita puntualmente con altre sue passioni irrinunciabili come l’alcool ed il cibo). Antipatico e irritante fin dalle prime pagine (e non tradisce questa sensazione fino all’ultima pagina!), il suo personaggio però è straordinariamente descritto, e fortemente realistico. E attorno a lui si muove tutto un piccolo mondo di personaggi secondari e di comparse, comunque ben incastrati nel contesto della trama.
L’autore ha creato un bell’intreccio di eventi, colpi di scena e suspense, dedicando la giusta attenzione ai particolari e rendendo fin troppo realistico e verosimile tutto ciò che pagina dopo pagina accade. Perde qualcosa sul finale, con l’entrata in scena del famoso Pazuzu, la cui figura tanto attesa per tutto il libro, stride fortemente con il cinico e disincantato realismo del protagonista…
Lo stile è preciso, netto, chiaro… come un abito cucito su misura sulle abbondanti spalle di Silio.
venerdì 19 luglio 2013
Il pianeta del libro: [BlogTour]: Oltre i confini. Il tocco degli spirit...
Il pianeta del libro: [BlogTour]: Oltre i confini. Il tocco degli spirit...: Buon pomeriggio lettori e lettrici! Oggi vi segnalo un libro che mi affascina! Oltre i confini - Il tocco degli spiriti- Trama: “-...
lunedì 15 luglio 2013
Il rumore dei Libri: Il tocco degli Spiriti Antichi (Oltre i confini)
Il rumore dei Libri: Il tocco degli Spiriti Antichi (Oltre i confini): Il tocco degli Spiriti Antichi (Oltre i confini) Noemi Gastaldi (Autore), Nicolò Mulè (Illustratore) Formato: Formato Kindle Lungh...
martedì 21 maggio 2013
La Maledizione del Drago
Sinossi:
La figura della Madre esce moralmente compromessa dall’Atto di Pace firmato a Beliglyn e, con essa, il prestigio e la credibilità delle kore. Geneid ha ottenuto una piccola rivincita senza immaginare d’aver innescato l’ennesima ritorsione: Dana ha alleati potenti, che non esiterà a blandire per i suoi scopi, e il nemico questa volta sarà spietato e invisibile; il campo di battaglia ovunque.
Anche Ethain dovrà affrontare la sua guerra, e su più fronti: verità che risorgono dal passato condizionandole il presente; creature antiche che pretendono risarcimenti e, infine, la sua nemica più acerrima, anch’essa spietata e invisibile... la Maledizione del Drago.
La mia recensione:
La Maledizione del Drago conclude degnamente la prima trilogia firmata "Nuova Galatia".
Giungere alla fine di un lavoro così immenso ti lascia attonito, quasi sconvolto.
Mi sento di dire che questa è la prima saga fantasy che ho iniziato in età adulta, e quando mi sono avventurata tra le pagine de "La guerra dei grandi tumuli" per la prima volta, mai avrei immaginato che questo genere potesse piacermi ancora così tanto, e in particolare, che questa saga avesse il potere di catturarmi in tal modo.
Sono entrata per tre volte nel mondo di Nuova Galatia, per tre volte ho vissuto emozioni meravigliose, potenti, a volte strazianti, tramite i suoi personaggi; ogni volta chiudevo gli occhi e riuscivo a immaginare di essere tra le Kore, o tra i militari del contingente di Quert, piuttosto che nello sfarzoso palazzo di Geneid o tra le gelide acque della fonte con Ethain.
Sono a dir poco meravigliata da tutto ciò.
Essere arrivata alla fine, sapere che fino alla prossima trilogia non potrò più vivere accanto ai personaggi, mi da come un senso di smarrimento.
Senza nulla togliere agli altri libri che ho recensito, qui ci vorrebbe una stellina in più, una lode, insomma, quel qualcosa che ti permette di distinguere un libro che ti piace da uno che ti cattura completamente.
Consiglio vivamente a tutti di iniziare questa saga.
Iscriviti a:
Post (Atom)




